

Il crollo alla vela rossa di Scampia
Si è conclusa la riunione del Centro coordinamento soccorsi (Ccs) convocata in collegamento con la Prefettura di Napoli dopo il crollo verificatosi nell’area della Vela Rossa a Scampia.
Gli ulteriori sopralluoghi tecnici effettuati dai Vigili del Fuoco e dai tecnici comunali hanno escluso criticità strutturali per l’edificio di via Pietro Gobetti 121, dichiarato completamente agibile. Non sono emersi profili di rischio statico e, già nella serata, tutte le famiglie allontanate in via precauzionale hanno potuto fare rientro nelle proprie abitazioni.
Per garantire ulteriore sicurezza ai residenti, durante la notte resterà operativo un presidio composto da Vigili del Fuoco, Protezione Civile regionale e Polizia di Stato.
L’amministrazione comunale ha ringraziato Prefettura, forze dell’ordine, tecnici e volontari impegnati nella gestione dell’emergenza.
Parallelamente alle verifiche tecniche, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del crollo avvenuto durante le operazioni di demolizione della Vela Rossa.
Gli inquirenti intendono chiarire la dinamica dell’episodio e verificare eventuali responsabilità legate ai lavori in corso. L’obiettivo è comprendere se il cedimento sia stato determinato da criticità tecniche o da possibili errori nelle procedure operative.
Momenti di forte apprensione tra gli abitanti della zona, che hanno descritto il crollo come un evento improvviso e particolarmente violento.
“Dopo il boato il palazzo ha oscillato e siamo scesi tutti in strada senza capire cosa fosse successo”, racconta Giovanni, residente al quinto piano dell’edificio di via Gobetti.
Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento avrebbe interessato sei o sette piani della struttura in demolizione. Nonostante l’entità del crollo, il bilancio finale non registra feriti e i danni agli edifici vicini sono stati definiti limitati.
In totale circa 300 persone erano state evacuate a scopo precauzionale e sono progressivamente rientrate nelle proprie abitazioni nel corso della giornata.
Le Vele di Scampia furono realizzate tra gli anni Sessanta e Settanta come progetto di edilizia residenziale innovativa. Delle sette strutture originarie, cinque sono già state abbattute.
La Vela Rossa, interessata dal crollo, era in fase di demolizione dallo scorso dicembre. Diverso il destino della Vela Celeste, destinata invece a ospitare uffici pubblici.
Proprio la Vela Celeste era stata teatro, nel luglio di due anni fa, del cedimento di un ballatoio che causò tre vittime e undici feriti. L’episodio di queste ore ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza dei cantieri e sulla gestione delle operazioni di demolizione nell’area di Scampia.
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