I Carabinieri della compagnia Bagnoli hanno messo in atto un’articolata operazione di controllo e perquisizione nel quartiere Soccavo, concentrando l’attenzione su un fenomeno ormai considerato dagli investigatori come “illegalità diffusa”.
Il bilancio finale è di sette persone denunciate, tutte finite al centro di un sistema in cui l’elusione delle regole sembra essere diventata una paradossale abitudine.
Il caso paradossale del 38enne ai domiciliari
Il dato più eclatante emerso durante le verifiche riguarda un 38enne già sottoposto agli arresti domiciliari in via Catone. L’uomo, nonostante la costante attenzione delle forze dell’ordine, aveva deciso di manomettere il proprio contatore di corrente.
A tradirlo, il caso: i militari si trovavano all’interno dell’appartamento quando è stata abbassata la leva del salvavita. La luce, tuttavia, non si è spenta e la televisione è rimasta accesa, rivelando l’allaccio abusivo.
La “scoperta” nella stessa strada
Nella medesima via, i carabinieri hanno individuato altre tre situazioni analoghe. Un uomo e due donne, tutti già noti alle forze dell’ordine, avevano manomesso i rispettivi contatori Enel. Per una delle due donne, inoltre, è scattata un’aggravante: si trovava già in regime di detenzione domiciliare, circostanza che rende ancora più grave l’illecito contestato.
Controlli anti-droga e locali sequestrati
Il bilancio dei sette denunciati si completa con un’altra operazione parallela. Nel corso dei controlli finalizzati al contrasto dello spaccio, i militari hanno sorpreso tre persone all’interno di un locale situato in via Anco Marzio. L’immobile, risultato già sequestrato perché in passato utilizzato come piazza di spaccio, era stato nuovamente occupato. Per i tre è scattata la denuncia.







Mi pare strano la situazion e un po confusa i carabinerii han fatto perquisizionii a Soccavo e sonno 7 persone denunciate ma restano tante domanda. Un 38enne ai domicillari eppur la tv rimase accesa, probbabilemente contatorri manometti; i vicini nn parlavano tutto e rimasto in silenzio confusione.