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Napoli– Aveva sparato alle gambe di un sedicenne nel pieno centro di Napoli, a pochi metri dalla Prefettura, nel pomeriggio del primo aprile. Poi era sparito, rifugiandosi a casa di persone fidate perché temeva ritorsioni. Dopo alcuni giorni di indagini gli uomini della Squadra Mobile lo hanno rintracciato e arrestato.
In manette è finito Renato Elia, 19 anni, cognome noto negli ambienti criminali del Pallonetto di Santa Lucia. Il giovane è stato fermato in esecuzione di un decreto disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, firmato dai sostituti procuratori Celeste Carrano e Urbano Mozzillo. Le accuse sono lesioni personali e porto abusivo di arma in luogo pubblico, aggravate dal metodo mafioso.
Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Mario Grassia, sono arrivati a lui nel giro di pochi giorni.nDeterminanti sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona tra piazza Carolina e via Chiaia. Attraverso i filmati gli agenti hanno individuato il presunto aggressore e ricostruito i suoi movimenti.
Successivamente, grazie ad attività investigative tradizionali e alle intercettazioni telefoniche, i poliziotti hanno scoperto il luogo dove il giovane si nascondeva. Quando hanno fatto irruzione nell’appartamento non hanno trovato resistenza: Elia è stato arrestato e trasferito in carcere. Il giovane è il nipote del boss Michele Elia in carcere per l’omicidio di Giovanni Iacovelli avvenuto nel 2004.
Secondo il racconto della vittima, ascoltata subito dopo essere stata soccorsa e operata alle gambe, tutto sarebbe nato da una banale discussione tra ragazzi appartenenti a contesti difficili e a gruppi rivali.
«Cosa tieni da guardare?», «Ma cosa vuoi da me?»: sarebbe stato questo lo scambio di battute che avrebbe acceso la tensione davanti ad almeno una decina di giovanissimi presenti in piazza.
Ma la lite non si sarebbe chiusa lì. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il diciannovenne sarebbe tornato poco dopo a bordo di uno scooter, guidato da un complice ancora da identificare. Entrambi avevano il volto coperto.
Una volta individuato il sedicenne, Elia lo avrebbe prima colpito alla testa con il calcio della pistola e poi avrebbe esploso tre colpi d’arma da fuoco, centrandolo alle gambe. La vittima non avrebbe avuto il tempo di reagire.
Ora gli inquirenti sono al lavoro per identificare la persona che guidava lo scooter e verificare eventuali coperture nella fuga.
Il prefetto: “Risposta rapida dello Stato”
Dopo il fermo è intervenuto anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha espresso «vivo apprezzamento alla magistratura e alla polizia per l’importante risultato raggiunto in tempi rapidi».
Il prefetto ha inoltre sottolineato che l’area tra piazza Carolina e via Chiaia è sotto costante controllo delle forze dell’ordine, con servizi straordinari e sistemi di videosorveglianza rafforzati per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
I precedenti: piazza Carolina già teatro di “stese”
Quello del primo aprile non è un episodio isolato. L’area compresa tra piazza del Plebiscito, Chiaia e i Quartieri Spagnoli è stata più volte teatro di raid armati tra gruppi di giovanissimi legati ai quartieri rivali.
La sera del 12 dicembre scorso, sempre in piazza Carolina, si verificò una stesa: scooter con ragazzi armati che spararono all’impazzata lungo la strada dello shopping prima di fuggire verso i Quartieri Spagnoli.
Per quella notte di guerriglia urbana la Direzione distrettuale antimafia emise sette decreti di fermo: cinque vennero eseguiti, mentre due indagati – un maggiorenne e un minorenne – riuscirono a far perdere le proprie tracce.
Le indagini ricostruirono undici minuti di scontro armato tra gruppi dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia, con botta e risposta a colpi di pistola.
Al centro della contesa, secondo gli investigatori, il controllo di quella zona di confine tra i due quartieri e vecchi rancori mai sopiti, in una guerra sempre più spesso combattuta da ragazzi poco più che maggiorenni.