Napoli, maltrattamenti alla mamma: assolto Ciro De Palma

La Procura aveva invocato due anni di carcere per i fatti del giorno di Natale. Smontato in aula l'impianto accusatorio per maltrattamenti, evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
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Napoli – Un verdetto a sorpresa ribalta le richieste dell’accusa e scagiona completamente Ciro Di Palma. L’uomo, originario di San Giovanni a Teduccio, è stato clamorosamente assolto da un pesante trittico di reati: maltrattamenti nei confronti della madre, evasione dagli arresti domiciliari e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nonostante la richiesta di condanna a due anni di reclusione avanzata dalla Procura, la difesa è riuscita a dimostrare in aula l’inconsistenza delle accuse.

La lite di Natale

L’episodio al centro della vicenda giudiziaria risale allo scorso 25 dicembre. Di Palma si trovava agli arresti domiciliari presso l’abitazione della compagna, misura cautelare disposta nell’ambito di un procedimento separato per reati simili.

Proprio nel giorno di Natale, la madre si è presentata presso il domicilio del figlio nonostante i divieti vigenti, innescando una violenta e rumorosa discussione familiare.

La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento tempestivo dei carabinieri. Al loro arrivo sul posto, i militari dell’Arma avrebbero rintracciato l’uomo all’esterno dell’abitazione. Questo specifico dettaglio aveva fatto scattare l’aggravante e l’accusa formale di evasione dai domiciliari.

Il processo lampo

La macchina della giustizia si è mossa a ritmi serrati, con il processo che ha preso il via il 10 marzo attraverso la formula del giudizio immediato. In meno di un mese, il dibattimento è giunto al capolinea. Durante l’udienza odierna, un’incisiva arringa difensiva dell’avvocato Massimo Viscusi, ha metodicamente smontato l’intero impianto accusatorio costruito dagli inquirenti a partire dai fatti di dicembre.

Le argomentazioni della difesa hanno fatto crollare il castello delle accuse, portando a una sentenza di completa assoluzione per l’imputato e cancellando ogni addebito penale relativo a quella turbolenta giornata di festa.

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