Uccisa da un’allergia al latte: il basket campano piange la giovane promessa Sofia Di Vico

La 14enne promessa dell'Unio Basket Maddaloni, si è accasciata durante la trasferta per il “Mare di Roma Trophy in Pink”. Inutile la disperata corsa all'ospedale Grassi. La Procura vuole vederci chiaro: la struttura era stata informata delle intolleranze della giovane? Torneo sospeso in segno di lutto.
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Ostia– Una serata all’insegna dello sport e della condivisione che si trasforma, nel volgere di pochi istanti, in una tragedia inaccettabile. Sofia Di Vico, quindicenne originaria di Maddaloni, ha perso la vita nella tarda serata di giovedì a causa di un violento shock anafilattico.

La giovane cestista, a Roma per disputare il torneo giovanile “Mare di Roma Trophy in Pink”, sarebbe stata tradita da una grave e nota allergia alle proteine del latte emersa subito dopo la cena con le compagne di squadra.

“Non respiro”: la corsa disperata in ospedale

Il dramma si è consumato sotto gli occhi impotenti del resto del gruppo. Secondo le prime ricostruzioni, subito dopo il pasto Sofia ha iniziato ad accusare un malore improvviso e devastante.

“Non respiro, non respiro”, avrebbe fatto in tempo a dire prima che la situazione precipitasse. Immediata la chiamata al 118: i sanitari, giunti sul posto, hanno trasportato d’urgenza la ragazza al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione messi in atto dai medici, per la quindicenne non c’è stato nulla da fare.

L’inchiesta per omicidio colposo e il nodo della cucina

Ora, però, è il momento di fare chiarezza sulle responsabilità. La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. La salma della giovane vittima è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria e trasferita al policlinico Tor Vergata, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia.

Il punto focale delle indagini riguarderà la filiera delle comunicazioni: gli inquirenti dovranno accertare in modo inequivocabile se la struttura ricettiva e, in particolare, la cucina e il cuoco, fossero stati preventivamente e adeguatamente informati della grave intolleranza della ragazza, e se vi siano state contaminazioni fatali durante la preparazione dei cibi.

Il dolore di Maddaloni e lo stop al torneo

La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Maddaloni, dove la famiglia Di Vico è molto conosciuta e stimata (il padre è un noto commercialista, lo zio un medico). Sofia frequentava con profitto il Liceo scientifico “Nino Cortese” e militava con passione nell’Unio Basket Maddaloni.

Di fronte a un dramma di tali proporzioni, lo sport non poteva che fermarsi. La società Alfa Omega Basket, organizzatrice dell’evento, ha diramato una nota per annunciare l’immediata sospensione del torneo: “La notizia della scomparsa della ragazza ha profondamente scosso l’intera comunità sportiva presente.

In un momento così drammatico, riteniamo doveroso fermarci, nel rispetto del dolore della famiglia, delle compagne di squadra e di tutte le persone coinvolte. Non esistono parole adeguate per descrivere una perdita così grande e ingiusta”.

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