

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Si mobilitano con una lettera aperta direttamente indirizzata a Roberto Fico i genitori di bambini cardiopatici in cura al Monaldi di Napoli. Sono 835 i firmatari – numero in crescita, assicurano gli avvocati Sergio Pisani e Pellegrini Comitale – stanchi di ansie e incertezze per i figli, affidati da anni alle cure dell’ospedale pediatrico cardiologico.
L’accusa di smantellamento progressivo
“Ci sentiamo abbandonati, lasciati sole a gestire situazioni cliniche complesse senza garanzie reali”, tuonano i genitori nella missiva. Denunciano un “progressivo smantellamento di certezze” al Monaldi, un tempo centro di eccellenza nazionale: percorsi terapeutici interrotti o incerti, mancanza di medici di riferimento stabili, informazioni frammentarie e contraddittorie. Chiedono a gran voce “la reale continuità delle cure, chiarezza sull’organizzazione dei servizi e disponibilità del personale medico su base giornaliera, un confronto strutturato con le famiglie e il ripristino degli standard qualitativi di un tempo”.
Il problema dei medici romani e i weekend a rischio
Punto dolente è la gestione del personale: “Le dichiarazioni del presidente sulla presunta continuità assistenziale risultano insufficienti e distanti dalla realtà vissuta dalle nostre famiglie”, accusano. Forte preoccupazione per i medici provenienti da Roma, assenti nei weekend, con “vuoti assistenziali incompatibili con la gestione di patologie così gravi”. Un gap che, secondo i firmatari, mette a repentaglio la vita dei piccoli pazienti.
Gli avvocati Pisani e Comitale spingono per “atti immediati e verificabili”, pronti a sostenere legalmente la battaglia delle famiglie. La palla passa ora nelle mani di Fico.