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Caserta – Non più solo il perimetro classico della Terra dei Fuochi. La morsa dello Stato contro i reati ambientali si estende ora alle cosiddette “aree buffer”, le zone di confine dell’Agro Caleno e del Medio Volturno. Seguendo le direttive della Prefettura di Caserta e le indicazioni della storica sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del gennaio 2025, le forze dell’ordine hanno dato vita a un imponente “Action Day” che ha portato a sequestri record e denunce.
L’operazione non è stata solo terrestre. Il territorio di Sparanise, Pastorano e Bellona è stato setacciato dai mezzi aerei del ROAN della Guardia di Finanza e dai droni dell’Esercito. Questo dispiegamento tecnologico ha permesso di individuare dall’alto depositi illeciti e movimenti sospetti, coordinando con precisione i due gruppi operativi guidati dai Carabinieri Forestali e dalla Polizia Provinciale, con il supporto della Questura di Caserta per il controllo di officine e autodemolizioni.
I risultati più eclatanti arrivano da Sparanise, dove sono stati sigillati due depositi che ospitavano oltre 460 metri cubi di rifiuti accumulati illegalmente.
A Pastorano, centro nevralgico della produzione industriale, i controlli si sono concentrati su quattro aziende attive nel riciclo di plastiche e tessuti. Il bilancio è pesante: un capannone di 4.000 metri quadrati è finito sotto sequestro, quattro persone sono state denunciate e sono stati scoperti sei lavoratori in nero. Le sanzioni amministrative hanno superato la soglia dei 30.000 euro.
L’attività di contrasto ha toccato anche Vitulazio, dove i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato una vera e propria discarica non autorizzata di 7.000 metri quadrati. Al suo interno giacevano enormi balle di scarti tessili e rifiuti speciali pericolosi. A Bellona, invece, la Polizia di Stato ha sanzionato un’officina meccanica per la gestione irregolare dei registri di carico e scarico dei rifiuti, segno che il monitoraggio è diventato capillare anche sulle piccole attività artigianali.
L’operazione di oggi segna un cambio di passo nella strategia di tutela della salute pubblica. Come evidenziato dai giudici di Strasburgo l’anno scorso, la bonifica e il controllo non possono fermarsi ai comuni già mappati, ma devono investire in modo organico tutte le zone esposte allo smaltimento illecito. La Prefettura di Caserta ha confermato che questi controlli straordinari proseguiranno con regolarità per impedire che il fenomeno dei roghi e dei versamenti illegali si sposti semplicemente di pochi chilometri fuori dai radar abituali.