

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Napoli non fa sconti a chi mette a rischio la sicurezza pubblica. Con un’azione decisa a tutela dell’ordine e della tranquillità dei cittadini, il Questore di Napoli ha firmato cinque provvedimenti di sospensione (ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S.) per altrettanti locali notturni e della ristorazione, situati tra il capoluogo campano e la sua provincia. Stop temporaneo, dunque, alla somministrazione di cibi e bevande, così come alle serate di musica e ballo.
I provvedimenti, già notificati e immediatamente esecutivi, interessano alcune delle zone più frequentate della movida partenopea. Nel dettaglio, nel quartiere di Chiaia, due esercizi dovranno abbassare le saracinesche rispettivamente per 30 e 15 giorni. Chiusura di un intero mese (30 giorni), invece, per altri tre locali situati nel quartiere di Montecalvario e nei comuni di Pozzuoli e Pomigliano d’Arco.
La mano dura della Questura non è casuale. L’intervento scaturisce da una serie di gravi episodi di violenza, avvenuti in orari notturni all’interno o nelle immediate vicinanze delle strutture. Disordini che hanno messo in serio pericolo l’incolumità dei giovani clienti e la tranquillità dei residenti, trasformando i luoghi del divertimento in teatri di insicurezza.
Queste chiusure non rappresentano un’iniziativa isolata, ma si inseriscono in una più ampia e strutturata strategia di controllo del territorio. Un’operazione coordinata dalla Questura di Napoli, in sinergia con tutte le Forze dell’Ordine, con un obiettivo chiaro: bloccare sul nascere gli episodi che generano allarme sociale e garantire che napoletani e turisti possano vivere la città in totale sicurezza.