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Sanità, la Campania esce dal piano di rientro dopo 19 anni

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Dopo diciannove anni la Campania esce dal piano di rientro dal debito sanitario. L’annuncio ufficiale è arrivato dal Ministero della Salute, certificando il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tra gli elementi determinanti figurano il miglioramento dei programmi di screening, il potenziamento dei posti letto nelle Rsa e il consolidamento dei dati relativi alla corretta erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza).

Si chiude così una stagione iniziata nel 2007, durante la presidenza regionale di Antonio Bassolino, che per anni ha rappresentato uno dei principali terreni di scontro politico e istituzionale.

Fico: “Ora programmazione e rilancio del sistema”

Soddisfazione è stata espressa dall’attuale presidente della Regione, Roberto Fico, che definisce l’uscita dal piano “un traguardo importante per i cittadini e per tutto il comparto sanitario”.

Secondo Fico, il superamento del regime di rientro consentirà il ritorno a una gestione ordinaria della sanità regionale, con margini più ampi di intervento:
“Significa poter programmare investimenti, assumere personale, ammodernare strutture e tecnologie e rafforzare l’intero sistema sanitario”.

Il governatore ha inoltre sottolineato il ruolo del dialogo istituzionale con il ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando di un confronto “costante e costruttivo”. Ha però riconosciuto anche il contributo della precedente amministrazione sul fronte dell’equilibrio finanziario e dei livelli di assistenza.

De Luca: “Risultato raggiunto da tempo, decisione in ritardo”

Di tono diverso la lettura dell’ex presidente Vincenzo De Luca, che rivendica i risultati conseguiti durante il proprio mandato. In un intervento sui social, De Luca ha evidenziato come da oltre dieci anni il bilancio sanitario regionale fosse in attivo, condizione condivisa solo con poche altre regioni italiane.

Secondo l’ex governatore, gli obiettivi previsti dalla normativa statale erano già stati raggiunti nelle tre aree chiave — ospedaliera, territoriale e della prevenzione — e la decisione del ministero sarebbe arrivata con ritardo.

De Luca ha inoltre ricordato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, sostenendo che l’uscita dal piano sia stata di fatto determinata da una pronuncia giudiziaria:
“Il ministero non ha fatto altro che adeguarsi alla sentenza del Tar”.

Le criticità strutturali: personale ancora insufficiente

Nel suo intervento, De Luca ha ribadito anche uno dei nodi storici della sanità campana: la carenza di organico. Per anni, ha sottolineato, medici e infermieri sono stati in numero inferiore rispetto alle reali esigenze del sistema.

Un tema che ora torna centrale nella nuova fase: con la fine del piano di rientro, la Regione potrà intervenire con maggiore autonomia anche sul fronte delle assunzioni, uno degli aspetti più vincolati durante il lungo periodo di commissariamento.

Una svolta attesa

L’uscita dal piano di rientro rappresenta dunque una svolta amministrativa e politica per la Campania. Dopo quasi vent’anni di vincoli e controlli stringenti sui conti della sanità, si apre una fase che punta al rilancio del sistema, tra investimenti, rafforzamento dei servizi e superamento delle criticità storiche.

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Rosaria Federico