ROMA – Il Var non è intoccabile e il suo utilizzo sarà oggetto di una riflessione a fine stagione. Dopo otto anni di applicazione nel calcio italiano, il sistema di assistenza video entra in una nuova fase di valutazione. A dirlo è Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, intervenuto nel corso della trasmissione “Open Var” su DAZN.
Il principio del “chiaro ed evidente errore”, spiega Rocchi, nasce per garantire un equilibrio delicato: intervenire il meno possibile ma con il massimo beneficio per la gara. Oggi però il contesto è cambiato. La tecnologia si è evoluta e con essa le aspettative di tifosi, club e addetti ai lavori. C’è chi accusa il Var di spezzare troppo il ritmo delle partite e chi, al contrario, ritiene che dovrebbe intervenire con maggiore frequenza. Una tensione che impone una valutazione complessiva al termine del campionato, in linea con quanto avverrà anche in altre competizioni internazionali.
Secondo Rocchi non è più possibile ragionare come agli inizi. Il pubblico fatica ad accettare che la tecnologia non possa intervenire in situazioni che appaiono decisive, come un potenziale calcio di rigore. Le prossime novità regolamentari andranno proprio nella direzione di un utilizzo più ampio in determinati casi, pur lasciando aperto il dibattito su limiti e opportunità.
Al centro del suo intervento resta il tema della coerenza, indicata come fondamento del lavoro arbitrale. Non sempre semplice da mantenere, ma imprescindibile. Le ultime giornate di campionato, con pochissimi interventi Var e un minutaggio effettivo molto elevato, dimostrerebbero che quando l’arbitraggio riesce a garantire fluidità, lo spettacolo ne beneficia. In alcune recenti partite si è arrivati a sfiorare una media di 58 minuti di gioco effettivo, dato significativo per la Serie A.
Rocchi ribadisce che l’arbitro non deve diventare protagonista. Le partite, sottolinea, le decidono i calciatori e il direttore di gara deve limitarsi a non influenzarne l’andamento. Porta l’esempio di Roma-Juventus, gara giocata con atteggiamento positivo dalle squadre e ben gestita sul piano arbitrale, segno che anche il comportamento in campo incide sulla percezione delle decisioni.
Tra le novità in arrivo dal Mondiale 2026 spicca la possibilità per il Var di intervenire per revocare seconde ammonizioni chiaramente errate, senza però assegnare un secondo giallo non dato. Prevista anche la correzione di calci d’angolo concessi per errore, con comunicazione tempestiva all’arbitro. Un secondo giallo, osserva Rocchi, può cambiare una partita soprattutto se arriva nei primi minuti, e per questo la revisione appare una scelta corretta.
Fonte REDAZIONE














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