

Il carcere di santa Maria Capua Vetere
Santa Maria Capua Vetere – Si chiude con un’assoluzione collettiva il processo sulla presunta rivolta avvenuta nell’agosto 2022 all’interno della casa circondariale sammaritana.
Il giudice monocratico Giorgio Pacelli ha assolto tutti i 24 imputati, ritenendo determinante la mancata produzione, da parte dell’accusa, del supporto video contenente le immagini degli scontri e delle presunte aggressioni agli agenti della Polizia Penitenziaria.
Secondo la ricostruzione della Procura, i detenuti – agendo in concorso – avrebbero dato vita a una vera e propria azione di guerriglia nel secondo piano del reparto “Tevere”, mettendo in atto condotte violente e distruttive.
Nel capo d’imputazione si contestavano episodi di violenza consistiti nel lancio di oggetti contundenti contro il personale in servizio e nel danneggiamento sistematico delle strutture interne. In particolare, gli inquirenti avevano descritto un’azione coordinata culminata nell’abbattimento di suppellettili e nella compromissione delle serrature delle celle, con conseguente inagibilità di diverse camere detentive.
Gli atti processuali parlano di una notte ad alta tensione, caratterizzata da devastazioni diffuse. Tra gli elementi più rilevanti, l’utilizzo di bottiglie d’acqua congelata, impiegate come corpi contundenti contro gli agenti e lanciate anche all’esterno della struttura, con danni alle auto di servizio parcheggiate.
Nonostante i tentativi di mediazione, la protesta sarebbe proseguita fino a rendere inutilizzabili ampie porzioni della sezione coinvolta.
Tuttavia, l’assenza del materiale video ritenuto centrale per la prova dei fatti ha inciso in maniera decisiva sull’esito del giudizio.
Aghfir Mohamed
Alboretti Antonio
Arcopinto Salvatore
Celiento Antonio
Celiento Giovanni
Chiarolanza Andrea
Chiarolanza Vincenzo
Corrao Roberto
Di Maio Ernesto
Ebuh Clement
Fabozzo Antonio
Fabozzo Mario
Falco Andrea
Flosco Emanuele
Flosco Pasqualino
Maglione Alessio
Martucci Francesco
Petito Nello
Pistone Carmine
Ponticelli Antonio
Riviercio Ciro
Romagnoli Massimiliano
Spagnuolo Catello Manuel
Tana Salvatore
Tra gli imputati figurava anche Ernesto Di Maio, assistito dall’avvocato Massimo Autieri.
La sentenza segna un punto fermo in una vicenda che aveva sollevato forte attenzione sul piano giudiziario e mediatico, evidenziando ancora una volta il peso determinante della prova documentale nei processi penali.