I Carabinieri del Nucleo Forestale di Pozzuoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di due uomini, dipendenti di una società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani, ritenuti responsabili di un sistema rodato di smaltimento illecito nel comune di Giugliano in Campania.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura di Aversa.
Otto episodi in due mesi: la ricostruzione degli inquirenti
Le indagini hanno permesso di ricostruire almeno otto episodi di abbandono, commessi tra dicembre 2025 e gennaio 2026. I due indagati, a bordo di un’auto, raccoglievano ingenti quantità di rifiuti presso siti industriali e cantieri edili — tra cui solventi, vernici e componenti di veicoli impregnati di sostanze oleose — per poi scaricarli in aree isolate del territorio giuglianese, già tristemente note come ricettacoli abituali di rifiuti.
Telecamere, satelliti e pedinamenti: così sono stati identificati
La svolta investigativa è arrivata grazie a un’analisi a ritroso della filiera illecita, supportata dall’incrocio di più strumenti: immagini di videosorveglianza, sistemi di geolocalizzazione satellitare e numerosi servizi di osservazione e pedinamento sul campo.
Partendo dall’ultimo anello della catena, i militari forestali sono risaliti progressivamente fino all’identificazione dei due autori materiali degli sversamenti.






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