Napoli – Una piazza divisa, due visioni opposte del lavoro. Napoli è stata teatro venerdì 20 marzo di una manifestazione di rider organizzata dalla Ugl, che ha trasformato il cuore della città in un campo di tensione sindacale.
I lavoratori del food delivery — radunati in piazza Dante e poi confluiti in corteo fino a piazza del Plebiscito, sede della prefettura — hanno scandito slogan inequivocabili: “Non vogliamo il contratto”, “Giù le mani da Glovo”, “Lottiamo per restare liberi. Viva l’autonomia”.
Con loro il segretario generale Ugl Paolo Capone, che ha rivendicato il diritto dei rider a scegliere il lavoro autonomo senza essere inquadrati come dipendenti: «Non può esistere che qualcuno voglia ridurre questa categoria a lavoratori dipendenti contro la loro volontà».
La Cgil contro la Ugl: “Assalto squadrista con petardi”
La giornata, però, ha preso una piega ben più tesa. La Cgil Napoli e Campania ha denunciato pubblicamente «cori ostili e petardi esplosi nei pressi della sede della Camera del lavoro metropolitana», parlando apertamente di «vile strumentalizzazione» da parte della Ugl.
Per il sindacato di sinistra, la protesta ha assunto «le sembianze di un assalto squadrista, con minacce urlate e petardi esplosi». La Cgil non arretra sulla sua posizione: il contratto siglato da Ugl con Glovo e Deliveroo è definito «pirata», e il sindacato ribadisce che la propria battaglia per i diritti dei rider «è giusta e di civiltà», citando le recenti indagini della Procura di Milano come prova di quello che considera «una forma legalizzata di sfruttamento e caporalato».







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