

Carlo Palmieri
Il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Claudia Rosini, ha rigettato integralmente la richiesta di applicazione di una misura cautelare nei confronti di Carlo Palmieri, vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli, indagato dalla Procura Europea con l’ipotesi di turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei fondi comunitari destinati all’istruzione.
Nel provvedimento il gip ha ritenuto non sussistenti gli indizi di colpevolezza nei confronti del manager napoletano. Secondo la difesa, il giudice avrebbe quindi “azzerato definitivamente l’intero impianto accusatorio” formulato nei suoi confronti.
Il giudice ha inoltre accolto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai legali di Palmieri. Di conseguenza, il Tribunale di Palermo ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Napoli, che ora dovrà valutare la posizione dell’imprenditore.
Il provvedimento è arrivato a pochi giorni dalla notifica dell’interrogatorio preventivo disposto dal tribunale palermitano.
“Il giudice, alla luce delle ampie dichiarazioni rese dal mio assistito e condividendo la tesi difensiva, ha ritenuto totalmente insussistenti gli indizi di colpevolezza”, ha dichiarato l’avvocato Marco Campora, legale di Palmieri.
Il difensore ha espresso “grande soddisfazione” per la decisione, sottolineando che “è stata accertata l’assoluta correttezza della condotta di Palmieri e la sua totale estraneità alla vicenda”. Secondo Campora, la posizione del manager potrebbe essere archiviata in tempi brevi.
L’indagine della Procura Europea, avviata a Palermo tre anni fa, riguarda presunte irregolarità nella gestione dei fondi comunitari destinati al settore dell’istruzione.
Nell’inchiesta – che risale formalmente al 24 febbraio scorso – risultano coinvolti docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori.
Il filone investigativo prese avvio con l’arresto di una dirigente scolastica del quartiere Zen di Palermo, accusata di aver sottratto denaro destinato alla mensa scolastica e di aver imposto alla scuola l’acquisto di computer e tablet da una società informatica, la R-Sore, in cambio di cellulari di ultima generazione e altri regali per sé e per i propri familiari.
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