Una tragedia che ha scosso una comunità e acceso i riflettori sulla sicurezza dei dispositivi elettronici. A quasi due anni dalla morte di Mariantonietta Cutillo, la sedicenne folgorata mentre era nella vasca da bagno nella sua casa di Montefalcione, la Procura di Avellino chiede il processo per sei persone.
Il pubblico ministero Cecilia De Angelis contesta, a vario titolo, i reati di omicidio colposo e frode in commercio. Al centro dell’inchiesta c’è il caricabatterie del telefono cellulare, ritenuto non conforme agli standard di sicurezza e responsabile della scarica elettrica che ha causato la morte immediata della ragazza il 2 maggio 2023.
«Un dispositivo non sicuro», emerge dagli atti, che avrebbe presentato gravi difetti strutturali. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il caricabatterie era dotato di un condensatore ceramico di scarsa qualità, il cui deterioramento avrebbe compromesso l’isolamento tra la rete elettrica e il corpo del dispositivo. Quando il telefono è finito nell’acqua, la giovane è entrata in contatto diretto con la corrente.
Tra gli indagati figurano tre importatori di origine cinese e due commercianti italiani, ritenuti responsabili della distribuzione del prodotto, che avrebbe riportato un marchio europeo contraffatto. Per tutti loro la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Coinvolto anche il titolare di una cartoleria di Montefalcione, accusato di frode in commercio per aver continuato a vendere il caricabatterie anche dopo la tragedia.
Sulla richiesta di processo dovrà ora pronunciarsi il giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere nell’udienza fissata per il 18 giugno. Intanto i genitori della ragazza si sono costituiti parte civile, determinati a ottenere verità e giustizia. Una vicenda che riporta al centro il tema della sicurezza dei prodotti e dei controlli sulla loro immissione sul mercato, con conseguenze che, in questo caso, si sono rivelate drammatiche.






Commenti (1)
Una vicenda che fa pensar ma i controlli non erano stati fatte correttamente? Sembra che il caricabatteria sia contraffattoo e mal fatta, i commerciantti e importatorri han venduto il prodotto senza verifca, e nessuno ha vigilato bene. Sperammo che il giudice decidda e si fassia chiarezza, perche la sikurezza dei dispositivi dovrebber esser piu seria e sistematica.