LA NOTTE DEI CONTROLLI

«Tranquillo, è per uso personale»: giovanissimi con droga fermati dai carabinieri nella movida di Napoli

Tra bottiglie rotte nei vicoletti e profili giovanili che si tingono di verde, i carabinieri del Comando provinciale di Napoli tracciano la tratta tra movida e droga. Nelle ultime nottate di controlli “Alto impatto” sono stati segnalati 38 ragazzi, quasi uno ogni 30 persone controllate

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La movida napoletana è tornata sotto il mirino dei carabinieri del Comando provinciale. Nella notte, mentre si spegnevano i locali del centro storico e dei Quartieri spagnoli, si è chiuso l’ultimo servizio “Alto impatto”, con la luce dei lampeggianti a stagliarsi sui vicoletti dove la festa si mescola spesso a storie di droga e degrado.

Focus degli uomini in divisa: i giovani assuntori di stupefacenti. Sullo sfondo, un copione ormai noto: luci basse, cocci di bottiglie sul selciato, gruppi di ragazzi ubriachi o straniti, e all’orizzonte la sagoma del pusher che si allontana appena vedono arrivare la pattuglia.

“Tranquillo, è per uso personale”

Nella notte in corso, i militari del nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno segnalato 4 ragazzi, incrociati in pieno centro storico. Nelle loro tasche, modiche quantità di hashish e marijuana, sufficienti però a far scattare la procedura prevista per l’uso personale di sostanze stupefacenti.

Non si conoscono, ma la reazione è pressoché identica: “Tranquillo. E’ per uso personale!”. Una frase che, più che giustificare, evidenzia spesso una mancanza di consapevolezza. In realtà, anche se non si tratta di reato penale, il possesso di droga destinata all’uso personale è un illecito amministrativo che lascia una traccia negli archivi della Prefettura.

Cosa significa “uso personale”

Quando un carabiniere trova una persona in possesso di sostanze destinate all’uso personale, la droga viene sequestrata e il soggetto viene segnalato alla Prefettura territorialmente competente. Il possesso rimane sotto il profilo penalistico un’illecito di natura amministrativa, e non penale, ma comporta comunque una serie di conseguenze.

La normativa prevede che, dopo la segnalazione, la Prefettura avvii un procedimento amministrativo. Entro 40 giorni dalla ricezione del verbale, il Prefetto può convocare la persona per un colloquio con un funzionario e un assistente sociale, durante il quale vengono illustrate le conseguenze legali e sanitarie dell’uso di stupefacenti, oltre alla situazione personale dell’interessato.

Sanzioni e servizi per le dipendenze

Nei casi di minore gravità, soprattutto se si tratta della prima segnalazione e della quantità di sostanza è modesta, il procedimento può concludersi con un formale invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti, senza applicazione di sanzioni vere e proprie.

In altri casi, il Prefetto può disporre sanzioni amministrative che possono riguardare la sospensione della patente di guida, del passaporto o di altri documenti validi per l’espatrio, nonché del porto d’armi, per un periodo che va da uno a dodici mesi, a seconda delle circostanze e del tipo di sostanza.

La normativa prevede inoltre la possibilità di indirizzare i giovani ai servizi territoriali per le dipendenze, che offrono supporto sanitario, psicologico ed educativo per chi ne abbia necessità.

38 segnalati in 20 giorni

In un’ottica di prevenzione, i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno intensificato i controlli anti movida nelle ultime settimane. Negli ultimi 20 giorni sono state controllate circa 1100 persone nelle principali piazze e zone della movida partenopea.

Tra questi, 38 ragazzi sono stati segnalati alla Prefettura per detenzione di sostanze a uso personale: in media, quasi un giovane ogni 30 controllati. Un dato che restituisce l’ampia diffusione del fenomeno, soprattutto tra i più giovani, ma anche la capacità di intercettarlo prima che si trasformi in consumo più grave o in passaggio alle sostanze pesanti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (4)

non so se la repressione sola basta,forse ci vorrebber piu politiche di prevenzion e meno sanzion punitive;i prefetti facciano collochi utili ma pure i locali e le famiglie dovrebbero esser coinvolti,anche formazione nelle scuole e servizi piu accessibbili senza giudizzi

la movida e unproblema che si capisce,ma anke i controlli pare giusti;pero i giovani spesso non capissono la differenza tra illecito e reato e si spaventano inutilmento,forse servirebbeno piu sportelli e colloqui serio con assistenti sociali e informazion piu chiare e meno burokrazia

Capisco il problema dei controlli ma non mi pare che la soluzion sia semprasono d’accordo solo a segnalare i ragazzi: spesso manca informazion e prevenzion e si confonde la punizion con l’aiut. I carabinier intervengono, ma i servici sociali non son pronti e la prefettura rispond lento e poco chiara quindi il fenomeno resta solo sfiorat e senza vera rispost

nel 2026 ancora si tratta la marijuana come ponte per l’eroina, forse perché chi oggi la contrasta si faceva le pere. Come tutti i ragazzini dell’epoca cresciuti fra l’80 e il 90; magari si fossero fumati spinelli, tanti genitori non sarebbero ancora inguaiati dopo 30 anni. Serve riduzione del rischio, non queste leggi ferme al proibizionismo. Un sistema come quello spagnolo, che annulla lo spaccio e la microcriminalità a favore di luoghi chiusi, controllati, dove le sostanze sono naturali, e i consumatori “schedati” e controllati nel consumo e nelle quantità. Questo sistema proibizionista, fra colloqui in prefettura e benevolenza del ffoo di turno, non fa nient’altro che alimentare il consumo fra giovanissimi che non dovrebbero avvicinarsi alle sostanze pur se leggere

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