Napoli, scatta il piano straordinario: pugno duro contro camorra e spaccio

Il Prefetto Michele di Bari riunisce il Comitato per l'ordine e la sicurezza: più controlli nell'hinterland, fondi per la videosorveglianza e progetti di inclusione sociale.

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Napoli – Una risposta decisa e coordinata dello Stato per riprendere il controllo del territorio. Dopo i gravi episodi di cronaca che hanno segnato l’ultimo fine settimana tra Napoli e provincia, il Prefetto Michele di Bari ha convocato oggi a Palazzo di Governo un vertice d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Al tavolo, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e all’assessore comunale Antonio De Jesu, sedevano il Procuratore di Napoli Nord, Domenico Airoma, e i rappresentanti dei comuni di Torre Annunziata, Marano e Arzano.

Task force sul territorio e primi arresti

L’obiettivo è chiaro: stroncare le piazze di spaccio e restituire sicurezza ai cittadini attraverso un piano di interventi “mirati e stringenti”. La strategia, condivisa con la Procura di Napoli Nord, prevede un incremento massiccio della presenza delle forze di polizia nelle aree calde dell’hinterland.

I primi risultati non si sono fatti attendere. Durante le operazioni a tappeto disposte nelle ultime ore, i Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo incensurato ad Arzano: è stato trovato in possesso di un’arma da fuoco clandestina. Il setacciamento capillare delle strade e dei “punti sensibili” proseguirà senza sosta nei prossimi giorni, affiancando l’attività investigativa a quella di prevenzione.

Il ruolo del sociale: l’alternativa alla “strada”

Il Prefetto di Bari ha tuttavia ribadito che la sola repressione non basta. Rivolgendosi ai Commissari straordinari di Arzano e Marano, ha lanciato un forte appello per il potenziamento delle iniziative di inclusione sociale. L’idea è quella di creare una rete di “presidi di prossimità” che coinvolga attivamente il Terzo Settore, le realtà del privato sociale e le parrocchie.

“Dobbiamo offrire alternative concrete ed etiche alla devianza,” è il messaggio uscito dal summit. Promuovere la cultura della legalità non è solo un dovere istituzionale, ma l’unico presupposto per uno sviluppo sano del tessuto comunitario, sottraendo giovani braccia alla manovalanza criminale.

Pioggia di fondi per la videosorveglianza

Oltre agli uomini in strada, il controllo passerà anche per la tecnologia. Durante l’incontro è stata confermata l’assegnazione di fondi specifici nell’ambito del POC Legalità, finanziato dal Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi.

Nello specifico, sono in arrivo circa 150.000 euro per il Comune di Arzano e oltre 173.000 euro per il Comune di Marano. Queste risorse saranno destinate esclusivamente all’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, che permetteranno un monitoraggio costante e capillare del territorio, fungendo da deterrente per i reati di strada e da supporto fondamentale per le indagini.

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Fonte REDAZIONE

Commenti (2)

Condivido inpartenza l’idea dei controlli più stretti, ma anche dell’alternativa sociale che deve esser reale; senza percorsi di lavoro e sostegno i giovani ritorneranno per la strada. Speremm che i progetti sian ben coordiniti e non solo telecamere percontrollo e sanzionni.

Mi pare une risposta decisa del Stato, neutra e necessaria; tuttavià non basta solament la repressione. Bisono progetti sociali concreti, presidi di prossimità che funzionno e raccordi coi terzoo settore; i fondi per videosorveg lianza speriamovai servano per prevenzion e non solo per spiare la gente.

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