Protesta nel cuore istituzionale di Napoli. Alcune famiglie che vivevano nell’ex Motel Agip hanno occupato una sala del Consiglio comunale in via Verdi, affacciandosi anche sui balconi con striscioni per denunciare la loro situazione dopo lo sgombero.
La manifestazione si è svolta in mattinata, mentre all’interno della sede istituzionale erano in corso attività amministrative. Gli ex occupanti hanno deciso di alzare il livello della protesta dopo aver appreso della cancellazione della residenza anagrafica, un passaggio che, secondo quanto denunciano, li avrebbe privati di una serie di diritti fondamentali.
«Il Comune continua a privarci dei nostri diritti e dopo averci sgomberato ha anche cancellato la residenza agli ex occupanti», ha spiegato uno dei manifestanti al megafono. «Ora non possiamo più accedere al medico e alle cure, avere i sussidi riconosciuti per indigenza o invalidità, alla scuola per i bambini, e non possiamo neanche partecipare alle graduatorie Erp».
La protesta arriva in un momento delicato, mentre si discuteva di possibili soluzioni per i nuclei più fragili. «Proprio mentre si discuteva di una presa in carico col condominio sociale dei nuclei più vulnerabili, abbiamo scoperto che ci è stata cancellata la residenza», ha aggiunto il manifestante. «Siamo diventati di fatto dei fantasmi».
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di ripristinare un diritto ritenuto fondamentale. «La residenza è un diritto costituzionale sancito dalla sezione riunita della Cassazione e non ce lo faremo cancellare», è stato ribadito durante la protesta. «Staremo su questi balconi finché non ci verrà restituita».
Fonte REDAZIONE









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