Napoli – Aveva promesso che quel mare di affetto non sarebbe andato disperso. E stamattina, Patrizia Mercolino, mamma del piccolo Domenico Caliendo, ha mantenuto la parola.
Con un furgoncino si è presentata davanti all’ingresso dell’ospedale Monaldi, il luogo dove lo scorso fine settimana si è consumata la tragedia del bambino morto dopo un trapianto di cuore a causa di un organo danneggiato.
Un furgone carico di ricordi e solidarietà
Sotto lo sguardo commosso di passanti e personale sanitario, Patrizia ha raccolto uno a uno i tantissimi oggetti lasciati in queste ore: peluche, disegni, letterine e vestitini. Un’ondata di solidarietà e vicinanza arrivata non solo da adulti, ma soprattutto da altri bambini, che con i loro piccoli messaggi hanno voluto salutare Domenico e stringersi attorno alla sua famiglia.
«Andrò a prendere tutte le cose che hanno regalato a mio figlio», aveva annunciato nei giorni scorsi. Oggi quel pensiero si è trasformato in azione. I doni, ora, sono al sicuro e pronti per una seconda vita.
«Li laverò con cura: andranno ai piccoli ricoverati»
Ma il gesto di Patrizia non si ferma alla raccolta. La mamma di Domenico ha già le idee chiare sul destino di quei doni, trasformando un tributo privato in un atto di generosità collettiva.
«Li porterò in lavanderia, li farò lavare e asciugare tutti con cura – ha spiegato Patrizia, visibilmente provata ma determinata –. Poi li divideremo: una parte andrà in beneficenza ai bambini che non hanno nulla, un’altra la doneremo agli ospedali, perché sono davvero tantissimi. Gli altri oggetti, invece, entreranno a far parte della nostra fondazione, dove continueranno ad avere un significato e un valore speciale».
Il retroscena e il futuro: nascerà una fondazione
Nei giorni scorsi, un piccolo episodio aveva scosso la comunità: alcune persone avevano portato via alcuni pupazzi dall’esterno del nosocomio. Un gesto che aveva suscitato polemiche, ma che oggi passa in secondo piano di fronte alla grande prova d’amore della madre.
Il ricordo di Domenico, però, non vivrà solo attraverso questi doni. Patrizia ha infatti ribadito l’intenzione di creare una fondazione dedicata al figlio, un progetto solido per canalizzare la solidarietà e aiutare altri bambini in difficoltà. Un seme di speranza piantato nel terreno del dolore più profondo.
Fonte REDAZIONE


















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