Napoli – Ancora una tragedia nel comparto della vigilanza privata a Napoli. Nella notte, una guardia giurata si è tolta la vita all’interno della propria abitazione, utilizzando l’arma in dotazione. La vittima è M. B., classe 1979, dipendente dell’Ivp Istituto di Vigilanza Prestige.
Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe maturato in un contesto personale e lavorativo complesso. Una condizione segnata da precarietà, turni particolarmente gravosi e difficoltà esistenziali che, nel tempo, avrebbero inciso profondamente sul suo equilibrio.
Immediata la reazione dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate.
Il presidente, Giuseppe Alviti, parla di “una giornata molto triste per l’intera categoria”, sottolineando come le guardie giurate siano “vittime due volte: di un sistema che non le tutela adeguatamente e delle condizioni lavorative spesso insostenibili”.
L’associazione torna a chiedere con forza una riforma strutturale del settore, sia sul piano giuridico che economico e sociale. Al centro delle rivendicazioni, maggiori tutele per i lavoratori e controlli più stringenti sulle aziende, alcune delle quali – denuncia Alviti – sottoporrebbero i dipendenti, guardie giurate e personale fiduciario, a condizioni assimilabili allo sfruttamento.
Un episodio che riaccende i riflettori su un comparto spesso invisibile, ma essenziale, e sulle criticità che da anni attendono risposte concrete.







Mi dispiace per la vicenda, ma la situa zione è molto complessa, e nessun0 ha dato risposte seri e; le guardie son spesso invisibilli e sfruttate, con turni lunghi, paga bassa e nessun sostegnio psicologic0. Speriamo ke ci sia una riforma concreta presto.