

Guido Oppido, primario dell'unità di Cardiochirurgia pediatrica e dei trapianti del Monaldi
Si definisce “vittima” e rivendica il proprio operato. Guido Oppido, cardiochirurgo che ha eseguito l’intervento sul piccolo Domenico Caliendo — a cui era stato trapiantato un cuore danneggiato — respinge l’idea di essere il principale responsabile della morte del bambino.
Lo ha fatto davanti alle telecamere della trasmissione “Lo stato delle cose”, condotta da Massimo Giletti su Rai 3. Secondo quanto riferito, nel tentativo di sottrarsi alle domande avrebbe avuto un confronto teso con la troupe, prima allontanandosi sulle scale del condominio e poi cadendo durante la fuga. Infine, davanti alla porta di casa, si è lasciato andare a uno sfogo.
Oppido, difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, finora avrebbe mantenuto il silenzio pubblicamente. Avrebbe parlato solo in un confronto con la dirigenza del Monaldi datato 30 dicembre, sette giorni dopo l’intervento del 23 dicembre.
Alla troupe, però, il cardiochirurgo rilancia: «Ho operato bene, ho fatto bene il mio mestiere, io sono una vittima: ho salvato tremila bambini da quando opero in Campania». E ancora: «Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qua in Campania. Undici anni, tremila bambini, tremila ne ho operati io. Tutto questo lo sto passando perché ho provato ad aiutare i figli degli altri».
Oppido è indagato per omicidio colposo e risulta sospeso dall’azienda ospedaliera del Monaldi. La reazione più netta, nel racconto, arriva quando gli viene chiesto del presunto messaggio “ok cuore” e dell’ipotesi che l’espianto del cuore del piccolo paziente possa essere stato accelerato prima dell’arrivo in sala operatoria dell’organo del donatore.
A quella domanda il medico replica: «Tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici. Io so solamente che le cose io le ho fatte bene, le ho fatte bene, quindi io sono la vittima». E aggiunge: «Non merito di essere trattato così. Ho fatto tutto quello che dovevo fare e l’ho fatto anche bene, parli con tutti quelli che ho operato e che sono disperati, che mi stanno vicini».
Quanto a cosa sia andato storto, Oppido afferma di non saperlo spiegare e conclude con un’ipotesi: «Cosa è andato storto? Non glielo so dire: qualcuno ha messo del ghiaccio secco al posto di quello normale».