Monaldi, la direzione: «Segnalazioni del personale trasmesse alla Procura»

Dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, la direzione dell’ospedale chiarisce l’iter seguito sulle comunicazioni interne della cardiochirurgia pediatrica. Atti inviati anche all’Ufficio procedimenti disciplinari: adottate sospensioni cautelari per alcuni medici.

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La direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha trasmesso alla Procura di Napoli le segnalazioni ricevute dal personale sanitario in seguito al tragico intervento del 23 dicembre 2025, quando all’ospedale Monaldi venne trapiantato un cuore danneggiato al piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto poi il 21 febbraio scorso.

In una nota ufficiale, la direzione sanitaria spiega che dopo quell’episodio sono arrivate diverse comunicazioni da parte degli operatori impegnati nelle attività di sala operatoria dell’Unità operativa complessa di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite.

Tutte le segnalazioni – insieme alle richieste di trasferimento avanzate da alcuni operatori – sono state immediatamente inoltrate alla Medicina del lavoro e al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, affinché venisse valutata un’eventuale correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al drammatico evento avvenuto a dicembre.

Il riferimento alla lettera degli operatori

La nota dell’azienda interviene anche per “evitare uno stillicidio di notizie che rischia di delegittimare l’operato di un intero ospedale”.

Il riferimento è alla lettera inviata a fine gennaio da alcuni operatori di sala operatoria ai dirigenti della struttura, nella quale venivano segnalati anche presunti atteggiamenti offensivi da parte di un cardiochirurgo attualmente indagato nell’inchiesta sulla morte del bambino.

Atti trasmessi anche all’ufficio disciplinare

Secondo quanto riferito dall’Azienda dei Colli, la documentazione è stata trasmessa contestualmente anche all’Ufficio procedimenti disciplinari.
Dopo una valutazione complessiva dei fatti e dei comportamenti successivi, l’ufficio avrebbe deciso di adottare provvedimenti cautelari di particolare gravità: sospensione dal servizio e dall’incarico per alcuni medici, con posizioni differenziate tra i professionisti coinvolti.

L’inchiesta della Procura

Sul caso indaga la Procura di Napoli, che nel mese di febbraio ha iscritto nel registro degli indagati sette persone con l’accusa di omicidio colposo. Agli inquirenti è stata già trasmessa la documentazione relativa alle segnalazioni interne.

Verifiche anche sull’iter delle comunicazioni interne

La Direzione generale dell’azienda sanitaria ha inoltre chiesto al direttore infermieristico di verificare se esistano ulteriori comunicazioni che non abbiano seguito il normale iter previsto dall’organigramma aziendale.

Il protocollo interno stabilisce infatti che ogni dipendente debba riferire al proprio direttore di struttura complessa, che a sua volta relaziona il capo dipartimento e successivamente il direttore medico di presidio, il direttore sanitario o amministrativo, fino al direttore generale.

Un controllo amministrativo volto a ricostruire con precisione la catena delle segnalazioni interne nella fase successiva al tragico intervento.

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Fonte REDAZIONE
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