Napoli – Non una semplice bancarella, ma un vero e proprio tempio del falso organizzato nei minimi dettagli. A San Giorgio a Cremano, i baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno smantellato uno showroom della contraffazione che nulla aveva da invidiare alle boutique del centro, se non l’originalità della merce.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato al sequestro di oltre 25.000 articoli e alla denuncia di quattro persone.
Lo showroom nascosto dietro la tenda
L’indagine, nata da un monitoraggio della filiera del “Made in Italy”, ha condotto i militari in un locale di circa 530 metri quadrati. L’accesso era protetto da un pesante tendaggio che nascondeva un’attività frenetica. All’interno, i finanzieri si sono trovati davanti a un’esposizione ordinata e curata: scaffali in legno ricolmi di abiti, scarpe e borse suddivisi meticolosamente per brand e tipologia.
Oltre 40 le griffe internazionali nel mirino dei falsari: dai classici di Gucci, Louis Vuitton e Fendi fino alle riproduzioni di lusso di orologi Rolex, penne Cartier e Mont Blanc. Un assortimento completo pensato per rifornire i grossisti e i rivenditori al dettaglio della città di Napoli.
Dal magazzino alla spedizione: una logistica perfetta
Ciò che ha colpito gli investigatori è stata l’organizzazione logistica della struttura. Accanto all’area espositiva, i finanzieri hanno scoperto una vera e propria centrale di spedizione. Qui, la merce era già inscatolata, etichettata e pronta per essere immessa sul mercato parallelo. Un sistema oliato che garantiva una distribuzione rapida ed efficiente in tutta l’area metropolitana.
L’intervento si è concluso con il sequestro preventivo di tutto il materiale rinvenuto. Per i quattro responsabili individuati durante il blitz è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli: dovranno rispondere dei reati di ricettazione e detenzione ai fini della vendita di prodotti contraffatti.
L’operazione del 6 febbraio scorso rappresenta un duro colpo alla filiera del falso, un business che non solo danneggia l’economia legale, ma alimenta i canali del mercato nero a discapito dei consumatori e delle imprese regolari.
Fonte REDAZIONE








































Commenti (1)
E’ un operazion che par1 precisa ma al stesdt tempo fa pensare, l’organizzazzione pareva curatissima;scaffali,orologi e borse erano messi per brand, ma questo fa danno all’economie legale e ai commerciantlocali. Bisogna intervenire, ma le pene dovrebber esser calibrat0 meglio.