I casi aumentano, ma le strutture sanitarie provano a contenere l’allarme. All’ospedale Cotugno di Napoli, nelle ultime ore, sono stati registrati 14 nuovi casi di epatite A, con nove pazienti destinati al ricovero in degenza nel corso della giornata. Un dato che conferma un incremento, ma che secondo la Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli non configura una situazione critica.
«Non sussiste alcuna emergenza», viene chiarito in una nota ufficiale, mentre il quadro del Pronto Soccorso resta «complessivamente stabile». Il ricovero di parte dei pazienti consentirà anche di alleggerire l’area di emergenza, mentre altri due casi sono in fase di trasferimento dal presidio CTO.
Il flusso degli accessi, spiegano dall’azienda, si mantiene «moderato», senza particolari difficoltà nella gestione clinica e organizzativa. Un elemento che invita alla cautela nelle valutazioni, ma che non cancella il segnale di attenzione lanciato dalle istituzioni sanitarie regionali.
Sotto osservazione finiscono soprattutto le abitudini alimentari. Frutti di mare e pesce crudo sono indicati tra i principali fattori di rischio, in un contesto in cui la trasmissione del virus avviene per via oro-fecale, attraverso cibi o acqua contaminati o tramite contatti diretti con persone infette. La Regione parla di «incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini».
Da qui la decisione di rafforzare i controlli sulla filiera dei molluschi e intensificare le attività di prevenzione. La vaccinazione resta la misura più efficace, soprattutto per chi è entrato in contatto con casi accertati o appartiene a categorie più esposte. Fondamentali anche le norme igieniche e la corretta cottura degli alimenti, con particolare riferimento ai prodotti che non dovrebbero mai essere consumati crudi.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato che può manifestarsi con febbre, nausea, dolori addominali e ittero, anche se nei bambini può presentarsi senza sintomi evidenti. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può risultare più impegnativo per gli adulti e per chi ha già patologie epatiche.







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