Domani l’ultimo saluto al piccolo Domenico. Al via l’autopsia con 25 esperti

Fissati i funerali al Duomo di Nola per il bimbo morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Intanto il GIP affida l'incarico ai periti per ricostruire la catena di errori tra Bolzano e Napoli.

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Napoli – Sarà il Duomo di Nola ad accogliere, domani alle ore 15:00, l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi. La notizia è stata confermata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, al termine di una mattinata densa di passaggi giudiziari cruciali presso il Tribunale di Napoli.

Mentre la comunità si prepara per l’esequie, la macchina della giustizia accelera per fare luce su una tragedia che presenta ancora molti punti oscuri, legati al trapianto di un organo che sarebbe giunto in sala operatoria già irrimediabilmente compromesso.

Una task force di 25 periti per l’autopsia

L’udienza davanti al GIP, conclusasi oggi, è stata dedicata al conferimento degli incarichi per l’esame autoptico, previsto per il pomeriggio odierno presso il Secondo Policlinico di Napoli.

Data la complessità del caso, il numero dei professionisti coinvolti è imponente: sono ben 25 i periti nominati, tra consulenti scelti dal GIP, esperti di parte della famiglia e i periti nominati dalle difese dei sette medici del Monaldi iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo.

Il nodo delle testimonianze tra Napoli e Bolzano

L’udienza non è stata priva di tensioni procedurali. Il confronto tra le parti si è interrotto per due camere di consiglio, rese necessarie dalla discussione sull’acquisizione delle testimonianze del personale sanitario. Al centro dell’indagine c’è infatti la ricostruzione dell’intera filiera del trapianto: dal prelievo dell’organo avvenuto a Bolzano, al trasporto, fino all’impianto finale a Napoli.

I magistrati intendono chiarire in quale momento della catena sia avvenuto il danno al cuore e se vi siano state negligenze nella valutazione della sua idoneità. L’acquisizione dei verbali di medici e infermieri presenti nelle sale operatorie delle due città sarà determinante per definire le responsabilità individuali in quello che doveva essere un intervento salvavita e si è trasformato in dramma.


Fonte REDAZIONE
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