Avellino – Si chiude con una sentenza di non doversi procedere la complessa vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta M.V.C., 60enne avvocatessa di Cervinara. Il Tribunale di Avellino, accogliendo integralmente le tesi difensive presentate dall’avvocato Vittorio Fucci, ha messo il punto finale a un iter processuale tortuoso, segnato da ribaltamenti di fronte e decisioni della Suprema Corte.
Il ribaltamento della Suprema Corte
Il verdetto odierno giunge a circa un anno di distanza da una fondamentale decisione della Seconda Sezione della Corte di Cassazione. Gli Ermellini, accogliendo il ricorso per la rescissione del giudicato proposto dall’avvocato Fucci, avevano infatti annullato la condanna che pesava sulla professionista.
L’avvocatessa era finita al centro delle cronache nazionali per l’accusa di truffa con l’aggravante della recidiva reiterata specifica. Secondo l’impianto accusatorio, la donna si sarebbe falsamente spacciata in passato come sorella di un noto magistrato.
Dal carcere al proscioglimento
Il caso di M.V.C. è emblematico per la sua evoluzione temporale: la donna era stata condannata in primo grado ad Avellino, sentenza poi confermata sia dalla Corte d’Appello di Napoli che, in un primo momento, dalla stessa Cassazione.
A causa di quel verdetto, divenuto definitivo, l’avvocatessa aveva già scontato la pena inflitta. Tuttavia, la successiva vittoria legale della difesa in sede di legittimità ha riaperto i giochi, portando all’annullamento della condanna e alla celebrazione di un nuovo processo davanti al Tribunale irpino.
Nel nuovo dibattimento, la strategia difensiva dell’avvocato Vittorio Fucci è riuscita a scardinare definitivamente il quadro accusatorio. Il Tribunale di Avellino ha infine sancito la fine della vicenda giudiziaria per la nota professionista di Cervinara, ponendo fine a un calvario legale durato anni.
Fonte REDAZIONE

















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