

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Castellammare – Un opificio specializzato nella produzione e lavorazione di carni bovine, ovine e suine è finito sotto sequestro per presunte gravi violazioni ambientali. L’operazione, condotta il 30 marzo dalla USES (Unità speciale emergenza Sarno) della Polizia Metropolitana di Napoli, ha portato al sequestro preventivo parziale degli impianti della società G.E.M.A. DISAL s.r.l., situata in via Napoli.
L’attività rientra nel più ampio piano di indagini coordinato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando della Polizia Metropolitana, volto a contrastare le fonti di inquinamento del fiume Sarno.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’interno dello stabilimento stabiese è stato scoperto un sistema di scarichi completamente abusivo. I tecnici, avvalendosi del supporto dell’Arpac e dell’utilizzo di fluorescina (una sostanza colorante utilizzata per tracciare il percorso delle acque), hanno accertato che le acque di processo provenienti dall’impianto di autolavaggio degli automezzi aziendali venivano convogliate illegalmente nelle griglie interrate.
Tali griglie, spiegano gli investigatori, erano autorizzate esclusivamente per la raccolta delle acque meteoriche di dilavamento del piazzale, non per lo scarico di reflui industriali.
I reati contestati, che rientrano nel Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/06), sono di duplice natura: lo scarico di reflui di processo in assenza di autorizzazione e senza pretrattamento (artt. 124, 137) e la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi (artt. 208, 256).
Durante il sopralluogo, gli agenti hanno infatti posto i sigilli non solo all’impianto di autolavaggio e alla relativa idropulitrice industriale, ma anche a un cassone metallico della capacità di circa 20 metri cubi. All’interno del contenitore sono stati rinvenuti rifiuti indifferenziati, tra cui garze contaminate da sostanze ematiche, un rifiuto sanitario pericoloso la cui gestione richiede specifiche autorizzazioni.
Il sequestro, eseguito d’iniziativa dagli agenti, è stato ritenuto necessario per impedire la prosecuzione delle attività illecite ed evitare l’aggravarsi delle conseguenze dannose per l’ambiente.
L’operazione di ieri rappresenta l’ultimo tassello di un’intensa attività di controllo nel territorio. Dall’inizio del 2026, la Polizia Metropolitana di Napoli ha già eseguito sette sequestri in materia ambientale. Questi interventi sono realizzati in attuazione del Protocollo d’intesa per la repressione dell’inquinamento del Sarno e dei suoi affluenti, siglato il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali di Napoli e Salerno, dall’Arpac e dalle forze di polizia giudiziaria.
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