Castellammare, sequestrato un cantiere navale abusivo

Castellammare di Stabia – Prosegue senza sosta l’offensiva contro l’inquinamento del bacino del Sarno. Nella giornata di ieri, 25 marzo 2026, i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo d’urgenza presso un cantiere navale situato in località Varano.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha portato alla luce una gestione industriale totalmente fuori dalle regole.

Un’officina fantasma tra i resti dell’attività

L’intervento ha riguardato una vasta area di circa 1.500 metri quadrati all’interno del cantiere, dove i militari hanno scoperto un’ulteriore struttura di 300 metri quadrati adibita a officina meccanica. L’intero sito è risultato essere completamente abusivo.

Al momento del blitz, i militari hanno rinvenuto 18 imbarcazioni in rimessaggio, segno evidente di un’attività commerciale a pieno regime, ma priva di qualsivoglia titolo autorizzativo.

I reati contestati al responsabile della struttura sono pesanti e violano diversi articoli del Testo Unico Ambientale (d.lgs. 152/2006). Si va dall’assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera allo scarico illecito di acque reflue industriali, fino al deposito incontrollato di rifiuti, anche pericolosi.

Scarichi tossici e rischi per il suolo

Ciò che ha destato maggiore preoccupazione negli inquirenti è l’impatto diretto sull’ecosistema circostante. Gli accertamenti hanno rivelato che le acque di piazzale venivano sversate direttamente nell’ambiente senza alcun sistema di depurazione o trattamento preventivo.

La situazione era aggravata dalla totale mancanza di una pavimentazione adeguata e di impianti per la canalizzazione delle acque piovane. Questo scenario, secondo i tecnici, esponeva il suolo e le falde acquifere a un costante rischio di contaminazione da sostanze chimiche e oli, rendendo il sequestro necessario per evitare danni ambientali ancora più gravi e irreversibili.

La “Task Force” per il Sarno

L’operazione non è un caso isolato, ma rappresenta un tassello fondamentale di una strategia più ampia. Il sequestro si inserisce infatti nel Protocollo d’intesa siglato a dicembre 2025 tra le Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino, insieme all’ARPAC e alle forze di polizia giudiziaria.

L’obiettivo della “Task Force” è la bonifica e la tutela del fiume Sarno e dei suoi affluenti, attraverso una vigilanza capillare che colpisca le attività industriali che, operando nell’ombra della legalità, contribuiscono al degrado di uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.

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