Caserta, piazza di spaccio casalinga: arrestati mamma e figlio

Andirivieni sospetti nel centro di Caserta. I Carabinieri del Norm seguono il filo e scoprono un vero e proprio laboratorio dello spaccio in un appartamento del capoluogo. Dentro, una dinamica familiare distorta: la donna e il ragazzo minorenne gestivano insieme il traffico. Sequestrati oltre 400 grammi di stupefacente e materiale per il taglio

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Caserta – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta avevano notato qualcosa di anomalo. Durante il consueto servizio di controllo del territorio nella mattinata odierna, gli uomini dell’Arma hanno registrato uno strano traffico di persone all’ingresso di uno stabile situato in pieno centro cittadino. Troppi avanti e indietro, troppi incontri fugaci per essere semplici visite di routine.

La curiosità dei militari si è trasformata in sospetto concreto: quell’edificio nascondeva qualcosa. I Carabinieri hanno deciso di approfondire, puntando i riflettori su un’abitazione in particolare, quella dove convivevano una donna di 49 anni e il figlio diciottenne. Senza perdere tempo, è scattata la perquisizione domiciliare d’iniziativa.

Il ritrovamento

L’ingresso nell’appartamento ha confermato i timori degli investigatori. Sul tavolo della cucina, in bella mostra, c’erano gli strumenti del mestiere: un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Ma era solo l’inizio.

Nascosta in uno sgabuzzino, la vera refurtiva: circa 440 grammi di hashish, suddivisi in panetti e stecche pronte per lo smercio, oltre a una piccola quantità di marijuana. Una quantità consistente, indicativa di un’attività di spaccio strutturata e non occasionale. Tutto il materiale è stato immediatamente sequestrato e preso in carico dai Carabinieri, in attesa del deposito presso l’ufficio corpi di reato.

Gli arresti

Le prove raccolte hanno reso inevitabile il provvedimento restrittivo. Madre e figlio sono stati entrambi arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Una vicenda che evidenzia la tragica normalità dello spaccio domestico, dove i legami di sangue diventano complicità criminale.

Concluse le formalità di rito, i due sono stati tradotti presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resteranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del giudizio convalida e delle successive decisioni del magistrato.


Fonte REDAZIONE
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