Campania terza in Italia per rapine in banca

Dietro solo a Sicilia e Lombardia. L’allarme della Fabi: «In Sicilia il rischio è preoccupante, a Catania il record negativo»

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In Italia si registra una diminuzione complessiva delle rapine in banca, ma la distribuzione regionale resta fortemente sbilanciata. Su scala nazionale, le rapine sono in calo in tredici regioni, tra cui la Lombardia, dove il dato è sceso del 53%. Resta però forte la concentrazione di episodi nel Mezzogiorno, che guida la classifica delle regioni più colpite.

Sicilia in testa, Lombardia seconda, Campania terza

Secondo i dati prodotti dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza antincendio e anticrimine aggiornati a fine 2025, la Sicilia è al primo posto con 10 rapine in banca nel 2024, seguita dalla Lombardia con 9 colpi. Terza posizione per la Campania, con 7 rapine commesse lo scorso anno. In particolare, Catania è risultata la città più colpita nell’Isola, con ben 6 rapine, mentre Palermo si ferma a 2 casi.

Indice di rischio più alto in Sicilia

Il rapporto tra numeri assoluti e sportelli bancari mostra come la Sicilia sia la regione a maggiore rischio: 1 rapina ogni 100 sportelli, il valore più elevato in Italia, ben superiore rispetto alla media nazionale di 0,3 rapine per 100 sportelli. A livello provinciale, il dato più preoccupante è quello di Catania, con 2,8 rapine ogni 100 sportelli (dai 1,3 del 2023), seguita da Caltanissetta con 1,7 e Palermo con 0,8.

Campania: meno colpi rispetto al Nord, ma livello di rischio ancora alto

Nella Campania, con 7 rapine nel 2024, il numero di episodi è inferiore rispetto a Lombardia e Sicilia, ma resta elevato se rapportato al numero di sportelli attivi sul territorio. La regione conferma così il proprio ruolo di area sensibile dal punto di vista della sicurezza bancaria, con un livello di rischio che continua a destare preoccupazione tra le sigle sindacali e le strutture di vigilanza.

Malviventi in coppia, travisati e veloci

Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza del sindacato per la provincia di Palermo, ha commentato l’andamento puntando i riflettori anche sulle modalità operative dei rapinatori. Nel 2024, spiega Urzì, i malviventi hanno agito prevalentemente in coppia (44% dei casi) o da soli (35% dei casi), con un chiaro uso di travisamenti: il 79% dei rapinatori ha coperto il proprio volto. La maggior parte degli episodi si è consumata rapidamente, in un lasso di tempo non superiore ai 10 minuti (63% dei casi), e quasi tre quarti degli assalti (77%) hanno avuto come punto di ingresso la porta principale delle filiali.

Appello alla sicurezza: controlli, formazione e investimenti

Dalla lettura complessiva dei dati emerge un quadro contraddittorio: da un lato il calo generale dei colpi, dall’altro un’area del Sud, a partire dalla Sicilia e coinvolgendo anche la Campania, che resta esposta a un rischio molto elevato. La Fabi rilancia così l’appello a potenziare controlli, sistemi d’allarme, formazione del personale e investimenti nelle misure di sicurezza fisica e tecnologica, per ridurre sia la probabilità di attacco sia la vulnerabilità delle banche al centro delle comunità locali.

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Fonte REDAZIONE

Commenti (3)

Interesante rapporto ma i numeri andrebbero spiegati meglio, 1 rapina ogni 100 sportelli suona allarmante ma manca contestualizzazion: quali sono i periodi,le modalita e il numero di recidivi? senza questi dati l’interpretazion resta parziale e poco utile.

Le statistike mostrano calo ma la distribuzionerestabiolanciata ,nel testo si cita Catania e Palermo ma manca un’analisi dei fattori,come disoccupazion e traffico locale; forse le misure proposte non bastano e servirebbe formazione operativa e piu presenze sul territorio

Capisco ledati forniti ma mi pare che la lettura sia troppo semplicistica, si parla diSicilia e Lombardia ma non si considerano le differenze locali, le cause sociali economiche e la mancanza di controlli: servirebbero piu’ investimenti formmazzione e controlli piu stretti

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