Cronaca Napoli

Camorra, preso il latitante Ciro Grassia: caccia a chi lo coperto

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È finita dopo nove mesi la latitanza di Ciro Grassia, ritenuto elemento di vertice del Clan Rinaldi, organizzazione camorristica egemone nel quartiere San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli.

I carabinieri del Nucleo investigativo partenopeo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito nei suoi confronti un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello. L’uomo deve scontare una condanna definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Grassia si era reso irreperibile nel giugno del 2025, quando i militari si presentarono per un controllo nella sua abitazione. Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce, restando nascosto proprio nel territorio controllato dal clan.

La cattura è scattata all’alba: i militari lo hanno individuato e bloccato nel quartiere orientale della città, dove secondo gli investigatori avrebbe continuato a mantenere contatti e a esercitare la propria influenza criminale.

E ora è scattata la caccia a tutte quelle persone che ne hanno coperto la latitanza mantenendo i rapporti con la famiglia e con il clan.

Il controllo del territorio a Napoli Est

Il clan Rinaldi è uno dei gruppi camorristici più radicati nell’area orientale di Napoli, con base storica nel rione Villa di San Giovanni a Teduccio. La cosca è coinvolta in numerose attività criminali, tra cui estorsioni, traffico di droga, racket e gestione di affari illeciti nel territorio.

Negli ultimi anni il gruppo ha stretto alleanze con altre organizzazioni dell’area orientale, diventando uno dei poli criminali più influenti della zona e ingaggiando anche violenti scontri con clan rivali, in particolare con i Mazzarella.

Il curriculum criminale di Grassia

Ciro Grassia, nato a Napoli nel 1963 e originario dell’area di Ponticelli, è da tempo considerato dagli investigatori uno degli uomini fidati della famiglia Rinaldi. Il suo nome compare in diverse inchieste sulla camorra dell’area orientale.

In passato era già finito al centro di operazioni antimafia e provvedimenti giudiziari. Nel 2019 era stato arrestato dopo un periodo di latitanza per estorsione aggravata dal metodo mafioso, reato per il quale doveva espiare una condanna a cinque anni di carcere.

Il suo nome compare inoltre tra gli imputati nei processi sulla faida tra gruppi criminali attivi nella zona orientale di Napoli, procedimenti che hanno portato a numerose condanne per associazione mafiosa, estorsioni e reati legati alle armi.

Secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia, Grassia avrebbe svolto nel tempo un ruolo operativo nel controllo del territorio e nella gestione delle attività estorsive legate al clan Rinaldi.

Il suo nome compare inoltre tra gli imputati nei processi sulla faida tra gruppi criminali attivi nella zona orientale di Napoli, procedimenti che hanno portato a numerose condanne per associazione mafiosa, estorsioni e reati legati alle armi.

La rete dei fedelissimi del clan

L’arresto si inserisce nel quadro delle operazioni antimafia che negli ultimi anni hanno colpito la struttura del clan Rinaldi, con decine di arresti tra affiliati e fiancheggiatori.

Tra i nomi storicamente legati alla cosca figurano anche il fratello Sergio Grassia, considerato vicino ai vertici dell’organizzazione, e altri esponenti coinvolti nelle inchieste sulla guerra tra clan nell’area orientale della città.

Con la cattura di Ciro Grassia, gli investigatori ritengono di aver inferto un nuovo colpo alla rete criminale che continua a operare tra San Giovanni a Teduccio, Ponticelli e i quartieri limitrofi di Napoli Est.

 

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Fonte REDAZIONE
Rosaria Federico

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