Far West ad Arzano: raid armato nel bar e indagini lampo, tre arresti

Violento pestaggio tra le slot machine: i Carabinieri ricostruiscono la dinamica grazie ai video. Sequestrata una pistola carica nascosta in un divano.

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Arzano– Un’azione fulminea, violenta e dai contorni ancora in parte indeifiniti. Quello che sembrava un normale turno notturno si è trasformato in un’operazione ad alto impatto per i Carabinieri della Stazione di Grumo Nevano, culminata con l’arresto di tre giovani e il deferimento di altre due persone. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: rissa, percosse, minaccia aggravata, ricettazione e detenzione abusiva di armi.

L’aggressione tra le slot machine

Tutto ha inizio nel cuore della notte all’interno di un bar di Arzano. Due giovani sono intenti a giocare alle slot machine quando vengono sorpresi da tre coetanei a volto scoperto. Il raid è feroce: uno degli aggressori punta una pistola al volto di una vittima, mentre l’altro colpisce il secondo ragazzo alla testa con il calcio dell’arma. Pochi secondi di terrore, poi la fuga.

Quando i militari giungono sul posto, degli aggressori non c’è più traccia. Fondamentali si rivelano però le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che permettono ai Carabinieri di dare un volto ai responsabili in tempi record.

Omertà e pistole nel divano

Le indagini si scontrano inizialmente con un muro di gomma. Le vittime, rintracciate poco dopo, si mostrano poco collaborative. Uno dei due aggrediti, un 20enne già noto alle forze dell’ordine, arriva persino a fornire generalità false per nascondere la violazione dell’obbligo di dimora a cui era sottoposto: per lui è scattata la denuncia.

Nonostante la reticenza dei coinvolti, i militari danno il via a una caccia all’uomo durata tutta la notte. Le perquisizioni domiciliari portano alla cattura dei tre presunti autori: un 23enne e un 19enne incensurati, e un 22enne con precedenti. Proprio in casa di quest’ultimo la scoperta più inquietante: una pistola semiautomatica calibro 7.65, carica con 7 munizioni e pronta all’uso, era nascosta nel divano su cui il giovane stava dormendo.

Il mercato nero delle armi

L’arma sequestrata ha aperto un ulteriore fronte investigativo. La pistola, con matricola leggibile, è risultata appartenere a un 40enne che l’avrebbe ceduta illegalmente per ripianare alcuni debiti. L’uomo è stato denunciato per omessa comunicazione della cessione dell’arma.

Mentre i tre arrestati sono stati trasferiti in carcere, gli inquirenti continuano a scavare per capire cosa abbia scatenato tanta violenza: un regolamento di conti o una banale lite finita nel sangue.

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Fonte REDAZIONE
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