

Gennaro Panzuto
Gennaro Panzuto sapeva che, prima o poi, quel conto in sospeso con la giustizia sarebbe arrivato sulla porta di casa. E così, quando sabato mattina gli uomini della Squadra Mobile di Napoli hanno bussato alla sua abitazione di Frosinone, non ha opposto resistenza. “Genny Terremoto”, 51 anni, storico ras della Torretta poi passato tra le fila dei collaboratori di giustizia, ha aperto con la calma di chi conosce bene le regole del gioco.
Per lui si sono riaperte le porte del carcere: deve scontare un cumulo di pena di 8 anni per reati legati al traffico di stupefacenti.
L’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale di Napoli appena 24 ore prima dell’arresto, è stato eseguito dagli uomini della sezione Criminalità Organizzata, guidati dal dirigente Mario Grassia e dal vice questore aggiunto Giuseppe Sasso. Gli investigatori lo hanno scovato nel Lazio, dove Panzuto si era trasferito da qualche tempo, cercando forse una tranquillità difficile da trovare all’ombra del Vesuvio.
Il profilo criminale di Panzuto è quello di un protagonista della malavita di alto rango. Cresciuto come rapinatore di Rolex (colpi messi a segno persino in Spagna), era diventato il braccio armato e la mente del clan Piccirillo. Anni vissuti pericolosamente tra i vicoli della Torretta, segnati da scontri di fuoco con i rivali del gruppo Frizziero e alleanze pesanti con i Licciardi di Secondigliano e i clan di Torre Annunziata.
La sua ascesa fu interrotta a Londra, dove gestiva gli affari del clan, scovato e ammanettato dall’allora commissario Raffaele Giardiello.
Poi, la scelta di voltare le spalle alla camorra. Per quattordici anni Panzuto ha riempito i verbali della DDA, svelando i segreti dei clan della Torretta e della Sanità. Nel 2021, uscito dal programma di protezione, era tornato a Napoli sfidando il pericolo di vendette trasversali.
Negli ultimi anni la sua figura era diventata quasi pubblica: attivissimo sui social, non negava interviste e commentava spesso le dinamiche della criminalità cittadina, mostrandosi come un uomo profondamente cambiato e lontano dalle logiche del “sistema”.
La parabola di “Genny Terremoto” ha toccato persino il grande schermo. Padre di nove figli, Panzuto aveva interpretato paradossalmente il ruolo di un ispettore di polizia nel film “Nati pre-giudicati”.
Sul set aveva recitato accanto a un vero simbolo della legge, l’ex poliziotto-recordman di arresti Vittorio Porcini. Un cortocircuito tra realtà e finzione che si è interrotto sabato mattina quando, questa volta, le manette sono scattate ai suoi polsi per vicende di droga mai del tutto archiviate dal suo passato.