Salerno – È una ferita aperta nel fianco della collina, un “sorvegliato speciale” che tiene col fiato sospeso l’intera comunità di Torraca. La frana in località Cordici non è solo un problema geologico, ma una spada di Damocle che minaccia di recidere l’arteria vitale del paese: la Strada Provinciale 16. Se il fronte dello smottamento dovesse avanzare, l’isolamento sarebbe inevitabile.
La mappa del disastro e la zona rossa
I numeri del disastro restituiscono la fotografia di un evento imponente: un fronte di crollo lungo 65 metri e largo 40, per un volume complessivo di 4mila metri cubi di materiale scivolato a valle.
Una voragine che ha inghiottito la strada che conduce al Santuario e che, inevitabilmente, ridisegnerà la mappa del rischio idrogeologico locale: quel sito, finora non considerato critico, finirà dritto nell’elenco delle “zone rosse” dopo le copiose piogge di giovedì scorso.
Al momento, l’unica nota positiva arriva dal meteo e dai rilievi tecnici: nonostante la pioggia persistente, la situazione appare stazionaria. Tuttavia, la cautela è massima. Il fronte basso della frana dista appena 115 metri dalla carreggiata della SP 16.
Lavori d’urgenza e il piano da 2 milioni
La macchina dei soccorsi e della messa in sicurezza si è mossa con rapidità. Nella giornata di venerdì si sono conclusi i delicati interventi di bypass per i sottoservizi: tubazioni del gas, rete fognaria e idrica, e pali dell’illuminazione Enel sono stati messi in sicurezza.
Il Comune, a seguito del sopralluogo congiunto di Ufficio Tecnico e Polizia Locale, ha attivato la procedura di somma urgenza stanziando 200mila euro.
L’obiettivo immediato è duplice: rimuovere il materiale dissestato e posizionare strutture in cemento armato per consolidare il tratto di strada rimasto sospeso nel vuoto. Questo permetterà di ripristinare la viabilità per le abitazioni isolate, trasformando la strada comunale in un doppio senso di marcia.
Ma per la cura definitiva, la prognosi è costosa. Servirà un progetto strutturale e geotecnico complesso per il consolidamento del versante, il rifacimento della strada e del sagrato: una spesa stimata in circa 2 milioni di euro.
Il Santuario off-limits e la festa del Miracolo
C’è poi l’aspetto devozionale e sociale, cruciale per l’identità di Torraca. In accordo con il parroco don Francesco Alpino, la Chiesa della Madonna dei Cordici è stata chiusa. Sebbene la struttura sacra non abbia subito danni diretti, la priorità resta l’incolumità dei fedeli.
L’orizzonte temporale è fissato al 3 marzo, data in cui si celebra la storica festa del miracolo del 1799. Si valuterà nelle prossime settimane se ci saranno le condizioni di sicurezza per riaprire le porte del Santuario, ma al momento ogni previsione è prematura.
Lo spettro della burocrazia
Mentre si monitora con ansia una delle abitazioni situate nell’area urbanizzata, tra la popolazione serpeggia un sentimento che va oltre la paura del crollo: la sfiducia nei tempi della ricostruzione. «Considerando i tempi lunghi della burocrazia italiana per le opere pubbliche – commentano amari alcuni residenti – c’è il rischio concreto che passeranno anni prima che tutto torni alla normalità». Una preoccupazione che pesa quanto i 4mila metri cubi di terra franata.
Fonte REDAZIONE





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