

Benevento, tentato omicidio di Gaetano Cusano scarcerato Nicolò Palermo
La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Nicolò Palermo, 19 anni, di Benevento, indagato per tentato omicidio aggravato ai danni di Gaetano Cusano, il 17enne di Vitulano (nel Sannio) rimasto gravemente ferito in una violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 davanti al locale “Xuè” di Montesarchio.
La decisione accoglie integralmente le tesi difensive sostenute dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, difensori del giovane. La Cassazione ha disposto il rinvio degli atti a una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Napoli per un nuovo giudizio.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Benevento, l’aggressione sarebbe stata una vera e propria spedizione punitiva organizzata da un gruppo di ragazzi di Benevento contro un gruppo rivale.Dalla città sarebbero partite quattro auto – un’Alfa Romeo MiTo, due Fiat Panda e una Grande Punto – con a bordo diversi giovani, tra cui Nicolò Palermo.
Giunti davanti alla discoteca “Xuè”, avrebbero aggredito due ragazzi del gruppo opposto.Gaetano Cusano, 17 anni all’epoca dei fatti, sarebbe stato pestato selvaggiamente con calci e pugni e colpito ripetutamente alla testa con una mazza da baseball, finendo in coma farmacologico con prognosi inizialmente riservatissima. Le sue condizioni si sono poi gradualmente stabilizzate nei mesi successivi
.A carico di Palermo l’accusa più grave: secondo gli inquirenti sarebbe stato lui a immobilizzare la vittima stringendogli le mani al collo con la tecnica del cosiddetto “incravattamento”, impedendogli di difendersi e consentendo agli altri di infierire con colpi potenzialmente letali.Le prove alla base delle indaginiLa ricostruzione investigativa si fonda su:Immagini registrate da una telecamera di sorveglianza presente sul posto
Analisi dei tabulati e dei contenuti dei cellulari sequestrati
Elementi che avevano portato il gip a convalidare il fermo e a emettere l’ordinanza di custodia in carcere per Palermo e altri indagati coinvolti nella vicenda.
La Suprema Corte ha ritenuto fondati i motivi di ricorso presentati dalla difesa, annullando con rinvio l’ordinanza cautelare. Il Riesame di Napoli dovrà ora riesaminare le esigenze cautelari (pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento probatorio) alla luce delle censure accolte dalla Cassazione.Al momento Palermo non risulta più detenuto.La vicenda giudiziaria resta aperta: l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso è confermata, ma la misura più afflittiva è stata per ora sospesa in attesa del nuovo pronunciamento.