Salerno – Il tempo è scaduto. Quello che fino a ieri era un atto politico revocabile, da stamattina è diventato una sentenza definitiva per l’amministrazione comunale di Salerno. Le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli, presentate lo scorso 16 gennaio, sono diventate irrevocabili allo scoccare del ventesimo giorno, segnando ufficialmente la fine della sua consiliatura.
Lo stop al Consiglio e il passaggio di consegne
Il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, preso atto dell’efficacia delle dimissioni, ha firmato in mattinata il provvedimento di sospensione del Consiglio comunale. Si tratta del primo passo formale verso lo scioglimento dell’assise, come stabilito dall’articolo 141 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL).
Per garantire la continuità amministrativa e gestire l’ordinaria amministrazione del capoluogo, il Prefetto ha contestualmente nominato un commissario prefettizio. La scelta è ricaduta su un profilo di grande esperienza: il prefetto a riposo Vincenzo Panico.
Il profilo: chi è il nuovo Commissario
Vincenzo Panico, 72 anni, originario di Marigliano, vanta un curriculum che lo descrive come un “uomo delle istituzioni” di lungo corso. Entrato in carriera nel 1982, ha attraversato decenni di storia amministrativa e di sicurezza del Paese.
Ecco i tappe salienti della sua carriera:
Gestione di territori difficili: È stato Prefetto di Crotone tra il 2010 e il 2012.
Lotta alla criminalità: Ha guidato la Commissione straordinaria del Comune di Reggio Calabria dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
Sicurezza Nazionale: È stato Capo Segreteria del Dipartimento di Pubblica sicurezza e Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.
Presidenza del Consiglio: Ha concluso il suo percorso attivo prestando servizio presso Palazzo Chigi fino al 2021.
Cosa succede ora
Con l’insediamento di Panico, Salerno entra in una fase di transizione che traghetterà la città fino alle prossime elezioni utili. Il Commissario avrà i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio, con il compito di assicurare che la macchina comunale non si inceppi in un momento così delicato.
Nota tecnica: Ai sensi dell’art. 141 del TUEL, lo scioglimento definitivo del Consiglio dovrà ora essere disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno.
Fonte REDAZIONE





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