AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 16:54
15.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 16:54
15.3 C
Napoli

Rai5 celebra Troisi con il documentario «Buon compleanno Massimo»

Rai 5 celebra Massimo Troisi con il documentario "Buon compleanno Massimo", diretto da Marco Spagnoli, il 19 febbraio alle 21.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Nel giorno in cui avrebbe compiuto gli anni, Rai 5 rende omaggio a Massimo Troisi con il documentario «Buon compleanno Massimo», diretto da Marco Spagnoli e in onda il 19 febbraio alle 21.20. Un ritratto intenso che attraversa la vita e la carriera di uno degli artisti più amati del Novecento italiano, restituendone la delicatezza, l’intelligenza e quello sguardo ironico e malinconico capace di raccontare Napoli e l’Italia intera.

Il film ricostruisce il percorso umano e professionale dell’attore e regista di San Giorgio a Cremano attraverso testimonianze inedite di familiari, amici, colleghi e collaboratori. I materiali di repertorio si intrecciano con un racconto corale che accompagna lo spettatore oltre il personaggio pubblico, dentro l’uomo, con le sue fragilità e la sua straordinaria sensibilità.

Il cuore, tema centrale e simbolico della sua esistenza, diventa filo conduttore di una storia che parla non solo della malattia che lo accompagnò per tutta la vita, ma anche della sua capacità di guardare il mondo con autenticità, denunciandone le ingiustizie e le meschinità senza mai perdere leggerezza e umanità.

A guidare il racconto è lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, che ripercorre l’impatto di Troisi sull’immaginario collettivo partenopeo e nazionale. Accanto a lui si alternano voci come quelle di Renzo Arbore, Nino D’Angelo, Francesca Neri, Enzo De Caro, Jerry Calà, Eugenio Bennato, Ferzan Özpetek, Fabio Fazio, Roberto Vecchioni e molti altri protagonisti del mondo dello spettacolo che hanno condiviso con lui esperienze artistiche o ne hanno raccolto l’eredità.

Spazio anche agli artisti di oggi che a Troisi si ispirano, come Frank Matano, a testimonianza di un’influenza che attraversa generazioni e linguaggi diversi. Il documentario restituisce così l’immagine di un autore unico, capace di trasformare la timidezza in cifra stilistica e il dialetto in poesia universale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA