

Nella foto Luciano Lemaire e Francesco Cascella
Napoli – Non è più solo movida, è una cronaca di guerra urbana quella che si consuma tra i vicoli di Chiaia. Il salotto buono della città si trasforma ancora una volta in un poligono di tiro a cielo aperto, confermando una deriva di violenza brutale che non risparmia nessuno.
All’alba di domenica, la Polizia di Stato ha stretto le manette ai polsi di due giovani volti noti della criminalità locale: Luciano Lemaire (21 anni) e Francesco Cascella (22 anni). Le accuse sono pesantissime: tentato omicidio e porto abusivo di armi da fuoco.
I due, originari del Pallonetto di Santa Lucia, non hanno esitato a usare la pistola per risolvere una questione di “onore” criminale. Tutto è iniziato tra i tavolini del bar “Crazy Night”, in vicoletto Belledonne. Il titolare del locale, colpevole solo di aver cercato di sedare una rissa per futili motivi scoppiata all’interno della sua attività, è diventato il bersaglio di una spedizione punitiva.
Lemaire e Cascella sono tornati sul posto decisi a uccidere: un colpo di pistola esploso ad altezza uomo contro il commerciante, “reo” di aver interrotto la loro prova di forza. Solo il caso ha evitato che la serata finisse in tragedia. Dopo lo sparo, la fuga in sella a uno scooter verso via Cavallerizza, convinti di aver riaffermato il proprio controllo sul territorio.
A preoccupare gli inquirenti non è solo l’episodio in sé, ma la caratura criminale dei soggetti coinvolti. Luciano Lemaire, in particolare, porta un cognome che scotta negli ambienti della malavita di Santa Lucia. È infatti il fratello di Ciro Lemaire, attualmente detenuto e figura centrale nelle dinamiche dei clan della zona.
Ciro fu vittima di un agguato nel gennaio dello scorso anno e successivamente arrestato insieme ad altri sodali del gruppo Sesso. Quest’ultimo sodalizio è stato protagonista di una sanguinosa faida contro il clan Elia, esplosa a seguito dell’omicidio di Pasquale Sesso per mano di Gennaro Belaeff.
Luciano, dunque, sembra muoversi nel solco di una tradizione familiare fatta di piombo e ritorsioni, portando i metodi della guerra tra clan direttamente nei luoghi del divertimento giovanile.
L’arresto dei due giovani, rintracciati in un appartamento nel cuore del Pallonetto grazie alle immagini della videosorveglianza e alle testimonianze, mette a nudo la fragilità della zona dei Baretti di San Pasquale. Nonostante i controlli, l’area rimane l’epicentro di tensioni che vedono scontrarsi le nuove leve della criminalità organizzata.
L’episodio di domenica è solo l’ultimo di una scia di sangue che aveva già visto momenti di terrore lo scorso 27 dicembre. Ora per Lemaire e Cascella si sono aperte le porte del carcere in attesa dell’udienza di convalida, mentre il quartiere Chiaia si interroga su come arginare un’escalation di violenza che sembra non avere fine.