Nola– Non è bastata la pioggia incessante a spegnere la speranza, né a fermare la solidarietà di una città intera. Nola si è stretta questa sera in un abbraccio commosso attorno alla famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto il trapianto di un cuore che si è rivelato danneggiato.
In piazza Duomo, sfidando il maltempo, sono accorse almeno trecento persone. Quella che doveva essere una fiaccolata silenziosa si è trasformata, per forza di cose e per volontà comune, in una veglia di preghiera all’interno della Cattedrale, unico riparo dal diluvio ma anche luogo ideale per il raccoglimento.
Sull’altare è stato deposto lo striscione che avrebbe dovuto aprire il corteo: “Per il nostro guerriero”. Accanto, decine di palloncini rossi a forma di cuore, rimasti immobili come sentinelle di una speranza che non vuole arrendersi. In prima fila, composti nel loro dolore e nella loro attesa, i genitori di Domenico. Al loro fianco, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni e il supporto legale in questa delicata vicenda sanitaria, erano presenti il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi.
La cerimonia ha toccato il culmine con la recita del rosario e una preghiera corale, scritta appositamente per il bambino e recitata all’unisono dai presenti tramite un volantino distribuito all’ingresso. Un momento di intensa spiritualità che ha preceduto l’azione: terminata la funzione, un gruppo di decine di persone ha deciso di sfidare comunque l’acqua, dando vita a un breve corteo diretto verso la statua di San Paolino.
Sul fronte dell’inchiesta e degli sviluppi medici, le parole sono misurate ma pesanti. Al termine della manifestazione, l’avvocato Petruzzi ha fatto il punto della situazione con una dichiarazione che guarda ai prossimi passi tecnici: «Dobbiamo aspettare il parere del medico legale».
La serata si chiude con un’immagine che vale più di mille parole: mamma Patrizia che si allontana sotto la pioggia battente, stringendo forte tra le mani un palloncino rosso a forma di cuore. Un simbolo fragile ma tenace, come la vita del piccolo Domenico per cui Nola continua a pregare.
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Fonte REDAZIONE





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