

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Una telefonata per esprimere vicinanza e promettere impegno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha contattato Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, ill bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi dopo aver ricevuto un cuore risultato danneggiato.
A riferirlo è il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi. “Faremo il possibile per fare giustizia”, avrebbe assicurato la premier nel corso della conversazione. Un gesto di vicinanza istituzionale in una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e acceso i riflettori sulla gestione del delicato intervento.
Solidarietà alla famiglia anche dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha espresso sostegno in queste ore drammatiche.
“Ho sentito prima il presidente Fico e poi la premier Meloni – racconta a Repubblica in un video – mi hanno espresso la loro vicinanza e mi hanno detto che sara’ fatta giustizia, ma come ho detto anche a loro ora la priorita’ e’ aiutarmi a trovare una soluzione per mio figlio”. Su questo punto dice di aver ricevuto rassicurazioni: “Mi hanno detto che sono gia’ mobilitati”.
La donna riferisce anche di non aver ricevuto dai medici ulteriori notizie sulle condizioni del figlio e ribadisce di essere fiduciosa sulla possibilita’ che possa essere effettuato un nuovo trapianto. “Io ci credo e ci spero ancora – rimarca – nella possibilita’ che a mio figlio arrivi un cuore nuovo”. Agli esperti dell’Heart team, che domani si riuniranno al Monaldi, la donna non rivolge nessuna richiesta e si affida alla loro competenza: “Faranno il loro lavoro”.
Intanto, al Monaldi sono ore decisive. Domani è previsto un “Heart Team” straordinario: un maxi-consulto con la partecipazione di esperti provenienti dalle strutture italiane con i maggiori volumi di trapianti pediatrici. L’obiettivo è rivalutare congiuntamente, al letto del paziente, la possibilità di sottoporre il piccolo a un nuovo trapianto.
Il bambino è ancora formalmente inserito nella lista d’attesa per un nuovo organo. Tuttavia, il quadro clinico appare estremamente complesso.
La consulenza richiesta dal Monaldi all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha evidenziato una situazione critica, ritenuta incompatibile con la possibilità di affrontare un secondo intervento.
Nei giorni scorsi l’ospedale romano aveva già espresso un parere tecnico nel quale si sottolineava come le condizioni del piccolo, gravemente compromesse, non sembrerebbero consentire un nuovo trapianto.
Il presidente dell’ospedale, Tiziano Onesti, ha ribadito la disponibilità della struttura a collaborare: “Ci sarà un incontro domani o nei prossimi giorni in cui i grandi esperti vedranno fisicamente il bambino e daranno la loro opinione. Ci rimettiamo al loro parere”. Onesti ha precisato che l’ospedale segue il caso nell’ambito delle richieste pervenute dall’autorità competente, sottolineando che il Bambino Gesù è parte integrante del Servizio sanitario nazionale.
Nonostante il parere medico negativo, la famiglia non perde la speranza. La decisione definitiva è stata rinviata proprio per consentire una valutazione collegiale e approfondita.
Il vertice clinico convocato al Monaldi rappresenta ora l’ultimo passaggio cruciale: dal confronto tra specialisti dipenderà la possibilità di tentare una nuova operazione o la conferma dell’impraticabilità dell’intervento.
Nel frattempo, la vicenda resta al centro dell’attenzione politica e sanitaria, mentre la famiglia attende risposte e giustizia per quanto accaduto.