Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Durante le operazioni di spegnimento si è verificato anche un incidente. Un vigile del fuoco è stato colpito di striscio da una tavola di legno crollata dall’edificio. Soccorso immediatamente, è stato trasportato in ospedale per accertamenti. Per lui solo una lieve contusione, ma l’episodio conferma la complessità e i rischi dell’intervento.
Davanti all’edificio si sono radunati anche alcuni dei circa sessanta sfollati costretti a lasciare le proprie abitazioni per motivi di sicurezza. Le verifiche sulla statica degli appartamenti sono in corso e solo dopo i controlli tecnici sarà possibile stabilire quando potranno rientrare nelle loro case. L’attesa è carica di preoccupazione e domande ancora senza risposta.
Sul posto è arrivato anche l’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino, che ha voluto constatare di persona i danni provocati dal rogo. Intanto l’area resta transennata e sorvegliata, mentre la città si interroga sulle cause dell’incendio che ha colpito uno dei suoi teatri storici.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
Monaldi, niente secondo trapianto per Domenico: condizioni cliniche non compatibili
Napoli – Si chiude con un verdetto drammatico il consulto medico all'ospedale Monaldi per il bambino ricoverato nel reparto di cardiochirurgia pediatrica. Le condizioni cliniche del piccolo paziente non sono compatibili con un secondo trapianto di cuore. È questa la conclusione raggiunta dagli specialisti provenienti dalle principali strutture sanitarie italiane che si occupano di trapianti…
Fonte REDAZIONE





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