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Napoli, detriti in via San Carlo: sfiorata la tragedia a pochi passi dal teatro

Due donne colpite dal crollo di un cornicione mentre erano sedute al bar. Ferite lievi, ma resta lo shock in una zona già segnata dal dramma del giovane Salvatore Giordano.
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Napoli – Poteva essere l’ennesimo venerdì di sangue nel cuore di Napoli, a pochi metri dalla maestosità del Teatro San Carlo. Invece, per due donne che stavano consumando la colazione ai tavolini esterni di un bar, il bilancio è di tanto spavento e ferite fortunatamente lievi.

Il crollo è avvenuto improvvisamente: dal palazzo sovrastante si è staccato il cornicione di un balcone, investendo l’area sottostante tra via San Carlo, il Maschio Angioino e piazza del Plebiscito.

“Sembrava nevicasse”: il racconto dei testimoni

La scena descritta dai presenti è quella di un pericolo imminente quanto imprevedibile. “Sembrava nevicasse”, racconta un passante ancora scosso. Le due donne stavano sorseggiando un tè quando sono state travolte dai frammenti di pietra. Il tavolino a cui erano sedute è andato in frantumi sotto il peso dei calcinacci.

È stata questione di centimetri: se i pezzi più pesanti le avessero colpite al capo, l’esito sarebbe stato fatale. Una delle due ha riportato lievi contusioni a una gamba e a una spalla, venendo subito soccorsa.

L’intervento dei Vigili del Fuoco

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a rimuovere le restanti parti pericolanti del cornicione per evitare ulteriori distacchi. La zona è stata transennata, limitando l’accesso ai pedoni in un tratto solitamente affollatissimo di turisti e cittadini, proprio per consentire i rilievi tecnici sulla stabilità dell’edificio.

L’ombra del 2014 e l’appello alla Premier

L’episodio riapre una ferita mai rimarginata per la città. A poche decine di metri di distanza, nel 2014, la caduta di un fregio dalla facciata della Galleria Umberto uccise il quattordicenne Salvatore Giordano, che morì nel tentativo eroico di fare da scudo ai propri amici.

Proprio la scorsa settimana, la Cassazione ha confermato le condanne per quel tragico evento, ma la battaglia della famiglia continua sul piano della dignità. In una lettera accorata indirizzata alla premier Giorgia Meloni, i genitori di Salvatore hanno denunciato l’assenza di scuse ufficiali da parte delle istituzioni: “Salvatore non è un numero di fascicolo”, hanno scritto, ricordando che la sicurezza urbana non può essere un optional, ma un dovere verso chi vive e visita la città.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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