

L'ospedale Monaldi di Napoli
Napoli – Una speranza, appesa a un filo sottile ma ancora intatto. L’ospedale Monaldi ha sciolto le riserve sul caso del piccolo paziente operato lo scorso dicembre: il bambino resterà nella lista d’attesa per un nuovo trapianto di cuore.
La decisione, comunicata ufficialmente oggi dalla Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, arriva al termine di giornate convulse e di un delicato confronto medico che ha coinvolto anche eccellenze esterne.
La svolta è arrivata nella giornata di ieri, venerdì 13 febbraio, quando l’Heart Team del nosocomio napoletano si è riunito per valutare il quadro clinico. La conferma di mantenere il piccolo in lista non è stata però un atto isolato. Come precisa la nota dell’ospedale, l’Azienda aveva già richiesto la scorsa settimana una “second opinion” all’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Il parere giunto dalla Capitale ha corroborato la valutazione del medico responsabile: sussistono le condizioni cliniche per tentare nuovamente la via del trapianto, l’unica strada percorribile per salvare la vita al bambino, che aveva già ricevuto un cuore il 23 dicembre 2025.
La comunicazione alla famiglia e ai legali è stata immediata. La Direzione Generale ha chiarito che, salvo improvvisi peggioramenti, il nome del piccolo non verrà depennato dalla lista d’urgenza. Tuttavia, il bollettino medico non nasconde la complessità della situazione:
“Ad oggi le condizioni del piccolo paziente restano stabili in un quadro di grave criticità,” recita il comunicato.
Il bambino sta combattendo una battaglia durissima in terapia intensiva, monitorato minuto per minuto dall’équipe sanitaria.
Sullo sfondo della vicenda clinica resta l’aspetto giudiziario e amministrativo. Il riferimento a “quanto accaduto” nella nota ufficiale lascia intendere che il primo trapianto o la gestione successiva siano oggetto di verifica. L’ospedale ha confermato di aver adottato “prontamente e con fermezza tutti i provvedimenti necessari”, assicurando che non ci saranno ricadute sull’assistenza agli altri pazienti.
La Direzione Strategica ha ribadito la piena collaborazione con gli organi inquirenti e i servizi ispettivi inviati per far luce sulla vicenda. L’obiettivo è duplice: garantire la massima trasparenza nell’individuazione di eventuali responsabilità professionali e tutelare l’immagine del Monaldi, che la dirigenza definisce “un presidio di eccellenza e di alta specializzazione”.
L’azienda tutta si è dichiarata “profondamente addolorata”, rinnovando la propria vicinanza alla famiglia in queste ore di angosciosa attesa.
Il legale della famiglia del bimbo cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, Francesco Petruzzi, ha presentato stamane una integrazione alla querela già depositata nelle scorse settimane. Lo stesso Petruzzi, all’uscita dalla stazione dei carabinieri di Cimitile spiega di aver chiesto “un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e tutta la documentazione, compresi i verbali della équipe multidisciplinare che sta valutando lo stato di salute del piccolo”.
Rispondendo ai cronisti, Petruzzi è tornato sulla divergenza dei pareri medici rispetto alla possibilità del bimbo di essere sottoposto a un nuovo trapianto di cuore: “I medici del Bambin Gesù di Roma, da noi interpellati, hanno espresso parere negativo. Il Monaldi invece continua a ritenere praticabile l’intervento, quindi il bambino rimane nella lista nazionale dei trapianti. Almeno fino a lunedì quando è previsto un nuovo briefing dei medici”.