AGGIORNAMENTO : 3 Febbraio 2026 - 15:03
16.8 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 3 Febbraio 2026 - 15:03
16.8 C
Napoli

Isis sui computer di due studenti: perquisizioni e sequestri a Napoli

La Digos irrompe nelle abitazioni di due giovani italiani della provincia partenopea. Nel mirino materiale propagandistico jihadista e misteriosi circuiti elettrici. Si indaga per auto-addestramento terroristico
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Due studenti campani – uno maggiorenne e un minorenne – sono finiti nel mirino della Procura ordinaria e di quella per i Minorenni di Napoli con l’accusa di auto-addestramento. L’ipotesi investigativa è agghiacciante: i ragazzi avrebbero stabilito contatti digitali con cellule dell’Isis attraverso canali web.

Napoli -Circa un mese fa gli agenti della Digos hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei due giovani, entrambi italiani e residenti nella provincia napoletana. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di materiale didattico e propagandistico scaricato da Internet. Ma c’è di più: nell’abitazione di uno dei due sono stati rinvenuti circuiti elettrici ritenuti sospetti, ora al vaglio degli investigatori.

Computer e cellulari sotto la lente degli inquirenti

Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro computer e telefoni cellulari per procedere alla copia forense dei dispositivi. L’obiettivo è scandagliare ogni angolo della vita digitale dei ragazzi: profili social, fotografie, conversazioni in chat. Ogni traccia digitale viene ora passata al setaccio per ricostruire la portata dei contatti con l’organizzazione terroristica.

Semplice curiosità o adesione al jihad?

L’indagine, ancora nelle fasi preliminari, punta a sciogliere un nodo cruciale: si è trattato di una leggerezza commessa durante la navigazione sul web o i due studenti intendono abbracciare concretamente l’ideologia jihadista? A far scattare l’inchiesta è stata la Procura dei Minorenni, che ha coordinato le operazioni investigative insieme alla Digos.

Le famiglie dei ragazzi, residenti nella provincia partenopea, sono sotto shock. Gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero fare luce su un fenomeno sempre più preoccupante: la radicalizzazione online di giovani italiani attraverso i canali digitali del terrorismo islamico.


Fonte REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA