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Harmont & Blaine, vertice in Prefettura per evitare 32 licenziamenti. Nuovo incontro il 16 febbraio

Il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha riunito oggi istituzioni, azienda e sindacati per cercare una via d’uscita alla crisi dello stabilimento di Caivano. Sul tavolo la procedura di licenziamento collettivo aperta dalla società. La prossima riunione è fissata per lunedì 16 febbraio.
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Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano.

Tutti gli attori al confronto

All’incontro hanno preso parte il sindaco di Caivano, i rappresentanti dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, il direttore generale della Harmont & Blaine con i delegati dell’Unione Industriali, e una folta rappresentanza sindacale: Cgil, Cisl e Fisi, con i rispettivi segretari di categoria.

Le ragioni dell’azienda

Nel corso della riunione la dirigenza ha illustrato le motivazioni alla base della decisione di avviare la procedura di licenziamento collettivo, riconducibili a “ragioni strutturali”. Pur senza entrare nel merito dei dettagli economici e produttivi, l’azienda ha confermato la difficoltà a mantenere invariati i livelli occupazionali.

La mobilitazione dei sindacati

Forti della mobilitazione dei lavoratori, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Fisi hanno ribadito la richiesta di ritirare la procedura e aprire un confronto serrato per scongiurare i tagli. La vertenza assume un rilievo particolare nel contesto di Caivano, territorio già segnato da altre crisi industriali.

L’incontro si è concluso con un accordo di metodo: tutte le parti si sono impegnate a verificare possibili soluzioni per preservare l’occupazione. È stata condivisa la necessità di proseguire il confronto, e per questo il tavolo è stato aggiornato a lunedì 16 febbraio.

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In questo contesto turbolento, anche Harmont & Blaine ha lottato per tornare ai livelli pre-Covid. Tra il 2023 e il 2025, l’obiettivo di recuperare volumi e indicatori economico-finanziari si è rivelato però irraggiungibile. Per garantire la sostenibilità futura dell’azienda, il management ha quindi deciso di accelerare su un piano di rilancio della competitività già per il 2026, con interventi mirati su retail, logistica, sviluppo collezioni e organizzazione.

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