Napoli– Il silenzio del Rione Sanità è stato squarciato nuovamente dal rumore delle armi. Erano le 2:50 di notte quando l’allarme è scattato nella parte più antica e viscerale del quartiere, in via Fontanelle, a poche decine di metri da quella piazzetta Totò simbolo di riscatto culturale ma ancora ostaggio di logiche criminali.
Una “stesa” in piena regola, un messaggio di piombo che rischia di annunciare la ripresa delle ostilità tra i clan che si contendono i vicoli del centro storico.
La dinamica del raid
Secondo le prime ricostruzioni operate dall’Ufficio Prevenzione Generale e dagli investigatori della Squadra Mobile, l’azione è stata fulminea. Due uomini, volti coperti e in sella a uno scooter di grossa cilindrata, hanno percorso via Fontanelle facendo fuoco verso l’alto.
Una dimostrazione di forza, non un agguato per uccidere, ma sufficiente a terrorizzare i residenti. Sul selciato, gli agenti della Scientifica hanno repertato e sequestrato sette bossoli calibro 7,65. Fortunatamente, i proiettili non hanno raggiunto finestre, auto in sosta o passanti, ma la paura nel rione è tornata palpabile.
Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso la via di fuga del commando.
La mappa criminale: l’assedio ai Vastarella
La pista battuta con maggiore convinzione dalla Questura porta dritta alla faida mai realmente sopita per il controllo del territorio. Via Fontanelle è storicamente la roccaforte del clan Vastarella.
L’ipotesi investigativa è che il raid sia un avvertimento firmato dai rivali di sempre: il cartello composto dalle famiglie Sequino, Savarese e Pirozzi. Un fronte unico, come confermato da recenti intercettazioni ambientali in cui gli affiliati affermavano perentoriamente: «Siamo una sola cosa».
L’obiettivo sarebbe quello di ribadire la pressione militare sui Vastarella, approfittando forse di nuovi equilibri o scarcerazioni eccellenti che hanno rimescolato le carte sul tavolo della mala locale.
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Fonte REDAZIONE






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