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Ex Whirlpool, svolta pubblica: Invitalia entra nel capitale di Italian Green Factory

Via libera dal Fondo Salvaguardia Imprese: l’Agenzia avrà il 49% della società che rilancia il sito di Napoli Est. In campo un aumento di capitale da 60 milioni e un piano industriale quinquennale. Il CEO Granisso: «Istituzioni vicine per la ripartenza, ora via Argine è un propulsore di sviluppo»
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Napoli– Lo Stato entra ufficialmente in fabbrica a Napoli Est. Si apre oggi un nuovo capitolo per la reindustrializzazione dell’ex sito Whirlpool di via Argine: attraverso il Fondo Salvaguardia Imprese, promosso dal Mimit, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo (Invitalia) entra nel capitale sociale di Italian Green Factory (IGF).

L’operazione sancisce la solidità del progetto guidato dal gruppo Tea Tek, che ha rilevato lo stabilimento dismesso dalla multinazionale americana per trasformarlo in un hub tecnologico dedicato alla transizione ecologica e alla componentistica per le rinnovabili.

I numeri dell’accordo: lo Stato al 49%

L’ingresso di Invitalia, deliberato dopo una valutazione positiva del piano industriale, si traduce in una massiccia iniezione di liquidità e garanzie. Il via libera prevede un aumento di capitale di 60 milioni di euro: di questi, 31 milioni sono garantiti dalla Tea Tek Group Holding e 29 milioni direttamente da Invitalia.

Con questa mossa, l’Agenzia pubblica acquisisce il 49% della compagine societaria. La nuova governance vedrà la costituzione di un Consiglio di Amministrazione a cinque membri, con la presidenza spettante a una figura indicata da Invitalia. L’accompagnamento statale al progetto avrà una durata prevista di cinque anni, blindando di fatto il percorso di rilancio.

Il progetto, va ricordato, poggia già su basi solide: lo scorso settembre era stato approvato il Contratto di Sviluppo (sempre gestito da Invitalia) per un investimento complessivo di 103,7 milioni di euro, ripartiti tra asset produttivi (92,3 milioni) e Ricerca e Sviluppo (11,4 milioni).

Obiettivo: leader italiano nel fotovoltaico

La missione industriale di Italian Green Factory è chiara: imporsi come leader nel mercato nazionale delle energie rinnovabili. Al termine dei lavori di riconversione del sito, le linee produttive sforneranno componenti chiave per la filiera fotovoltaica, tra cui inseguitori solari (solar trackers), trasformatori e power skid. Le proiezioni finanziarie stimano un fatturato a regime superiore ai 150 milioni di euro.

La tenuta occupazionale e le nuove assunzioni

Il piano industriale ha un forte impatto sociale in un territorio ferito dalla deindustrializzazione. Dal 31 ottobre 2023, 294 ex dipendenti Whirlpool sono stati assunti dalla nuova società. Di questi, i primi 30 sono già attivi presso le sedi del gruppo, impegnati nella realizzazione di quadri elettrici. L’ingresso di Invitalia non serve solo a consolidare l’esistente, ma a espandere la forza lavoro: il business plan approvato prevede infatti l’assunzione di ulteriori 55 dipendenti nel corso del quinquennio.

Granisso: «Grande coesione istituzionale»

Grande soddisfazione è stata espressa da Felice Granisso, CEO di Italian Green Factory, che sottolinea il valore simbolico e concreto dell’operazione per il Mezzogiorno.

«Questo investimento rappresenta un momento importantissimo per l’azienda e per il territorio», ha dichiarato il manager. «C’è stata una grande coesione da parte delle istituzioni, a partire da Governo e Mimit, fino a Parlamento, Regione Campania, Prefettura e Comune di Napoli. Ci sono sempre stati vicini nella volontà di far ripartire un sito produttivo che diventerà vero propulsore di sviluppo per la zona».

Granisso ha poi fatto il punto sullo stato dell’arte del cantiere: «Ora via Argine è libera dal vecchio immobile e può guardare al futuro. Un ringraziamento doveroso va al Ministro Urso, a Invitalia, e ai partner finanziari come Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti».


Fonte REDAZIONE
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