

in foto ospedale san paolo
Napoli- La decisione di chiudere il reparto di Pediatria dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta e trasferirne le attività al Loreto Mare scatena polemiche feroci. Rossella Solombrino, segretaria nazionale del Movimento Equità territoriale, denuncia una “scelta politica e amministrativa” con conseguenze “gravissime” per bambini e famiglie.
“Sono profondamente indignata”, esordisce Solombrino in una nota diffusa oggi. “Non si tratta di una fatalità né di una scelta meramente tecnica: è una decisione presa da soggetti ben precisi all’interno dell’Asl Napoli 1 Centro, formalizzata dal direttore generale con il coinvolgimento del consiglio di direzione aziendale, e inserita nella programmazione sanitaria della Regione Campania, dove grava la responsabilità politica finale”.
La motivazione ufficiale? Carenza di medici e infermieri. “Ma questo non può essere un alibi: è un’aggravante”, ribatte la leader del movimento. “La mancanza di personale è il frutto di anni di sottofinanziamento, cattiva programmazione, concorsi insufficienti e fuga di professionisti. Inaccettabile scaricare l’incapacità di governare il sistema sui territori e, peggio, sui più piccoli”.
Solombrino non risparmia critiche: “Questa decisione è atroce perché colpisce i bambini, sovraccarica strutture già allo stremo, ignora che altri presidi pediatrici cittadini sono al limite e priva un’intera area della città di un servizio essenziale”. Fuorigrotta, quartiere densamente popolato, resta così senza un punto di riferimento pediatrico dedicato.
“Non è una riorganizzazione: è un arretramento del diritto alla cura”, tuona. “Se la regionalizzazione della sanità produce questi risultati, va detto con chiarezza. I governatori hanno il dovere di assicurare il diritto alla salute e di porre il mancato investimento nel Mezzogiorno come priorità, invece di colpire i cittadini. I nostri bambini vengono prima di ogni altra cosa”.
La conclusione è un appello diretto: “Confidiamo nel buon senso del nuovo governatore, affinché intervenga per correggere una scelta sbagliata, ascolti i territori e rimetta al centro la tutela dei più piccoli”. Solombrino insiste sulle responsabilità: “I cittadini devono sapere che decisioni come questa hanno nomi precisi: chi le ha pensate, chi le ha firmate e chi le ha rese definitive. È il primo passo per difendere la sanità pubblica”.
Il Movimento Equità territoriale annuncia azioni per monitorare l’evoluzione della vicenda, in un contesto di crescenti tensioni sulla sanità campana.