

Nella foto, un particolare della vicenda.
Salerno – Un fine settimana di controlli a tappeto nei pubblici esercizi salernitani si è concluso con sei attività sospese e sanzioni per quasi 200mila euro. L’operazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha fatto emergere una situazione allarmante: su 55 lavoratori verificati, ben 22 erano impiegati in nero, senza alcuna regolarizzazione.
I numeri parlano chiaro. Nel primo locale ispezionato, 2 lavoratori su 7 risultavano irregolari. Nel secondo, addirittura 10 su 14. Nel terzo, 6 su 25. Nel quarto e nel quinto, rispettivamente 1 su 3 e 1 su 4. Nel sesto esercizio, infine, entrambi i dipendenti presenti lavoravano in nero.
Per tutte e sei le attività è scattata la sospensione immediata, con l’applicazione della maxi-sanzione prevista per il lavoro sommerso. Le sanzioni per le irregolarità contributive ammontano a oltre 120mila euro.
Ma le violazioni non si fermano al lavoro nero. Gli ispettori hanno contestato ai titolari una serie di infrazioni gravi in materia di salute e sicurezza sul lavoro: mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), assenza di mezzi antincendio idonei alla classe di rischio dei locali e Piano Antincendio non aggiornato rispetto alle fasi lavorative reali.
Diversi lavoratori, inoltre, sono risultati privi della formazione obbligatoria e della sorveglianza sanitaria necessaria per accedere al lavoro. In uno degli esercizi è stata scoperta anche l’installazione di impianti di videosorveglianza senza la prescritta autorizzazione, violazione che solleva interrogativi sulla privacy dei dipendenti.
Le sanzioni per violazioni sulla sicurezza ammontano a 70mila euro, portando il totale dell’operazione a circa 190mila euro.
L’attività ispettiva rientra in una strategia più ampia di contrasto al lavoro irregolare e alle violazioni delle norme sulla sicurezza, settori in cui i pubblici esercizi – bar, ristoranti, pizzerie – rappresentano da sempre un punto critico. Gli ispettori dell’ITL di Salerno hanno scelto il weekend proprio per intercettare il momento di massima operatività di questi locali.
I titolari delle sei attività sospese dovranno ora sanare le irregolarità e pagare le sanzioni prima di poter riaprire. La revoca del provvedimento di sospensione sarà possibile solo dopo la verifica della regolarizzazione di tutti i lavoratori e dell’adeguamento alle norme di sicurezza.