Torre Annunziata – Scaricava acque contaminate da oli e sostanze inquinanti direttamente nel bacino del fiume Sarno, senza alcun tipo di trattamento. Per questo motivo, un’azienda di Torre Annunziata è finita sotto sequestro.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della polizia metropolitana di Napoli – Unità speciale emergenza Sarno del distretto di Pompei, con il coordinamento della Procura di Torre Annunziata.
Il test della fluoresceina e lo scarico nel canale
Le indagini, nate per monitorare e reprimere i fenomeni di inquinamento del tristemente noto fiume Sarno e dei suoi affluenti, hanno portato gli investigatori all’interno di un complesso industriale di circa 3.000 metri quadrati, composto da tre capannoni e da un ampio piazzale in calcestruzzo.
Proprio il piazzale è stato al centro degli accertamenti. Grazie all’impiego di un test con sostanza colorante (la fluoresceina), gli agenti della Metropolitana e i tecnici della Gori (Gestione Ottimale Risorse Idriche) hanno scoperto il meccanismo illecito: le acque meteoriche di dilavamento della superficie, che raccolgono residui oleosi e altri agenti contaminanti, venivano convogliate illegalmente nel canale Bottaro, che sfocia nel Sarno, senza passare per alcun impianto di depurazione o trattamento.
Rifiuti pericolosi abbandonati all’aperto
Oltre allo scarico abusivo, gli inquirenti hanno riscontrato una totale assenza delle prescritte autorizzazioni ambientali sia per le emissioni in atmosfera che per la gestione dei rifiuti.
Nell’area sequestrata, i responsabili avrebbero infatti realizzato una vera e propria discarica abusiva, stoccando alla rinfusa rifiuti pericolosi, lasciati esposti alle intemperie senza alcuna delle precauzioni necessarie per evitare il disastro ambientale.
La caccia agli inquinatori del fiume Sarno
Il sequestro di Torre Annunziata si inserisce in una più ampia attività investigativa voluta dalla Procura per mappare e fermare i responsabili del degrado del fiume Sarno, da decenni considerato uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa. L’operazione congiunta tra forze dell’ordine e gestori del servizio idrico punta a individuare tutti gli scarichi abusivi che ancora oggi compromettono l’ecosistema e la salute pubblica del territorio.
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Fonte REDAZIONE





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